Secondo la Commissione europea, lo Stato di Israele è responsabile di un livello senza precedenti di uccisioni e ferimenti di civili, di operazioni su vasta scala di sfollamento della popolazione e della distruzione sistematica di ospedali e strutture mediche a Gaza. [1]
Israele ha inoltre messo in atto un blocco degli aiuti umanitari assimilabile all'uso della fame come arma di guerra. Israele sta violando molteplici norme e obblighi di diritto internazionale e non riesce a prevenire il crimine di genocidio come disposto dalla Corte internazionale di giustizia [2].
Ciononostante, l'Unione europea non ha ancora sospeso l'accordo di associazione con Israele, pietra miliare della cooperazione commerciale bilaterale, economica e politica tra l'UE e Israele.
I cittadini dell'UE non possono tollerare che l'Unione continui ad applicare un accordo che contribuisce a legittimare e finanziare uno Stato responsabile di crimini di guerra e contro l'umanità.
Che cos'è l'accordo di associazione con Israele
Nel 1995 l'UE ha concluso con lo Stato di Israele un accordo di associazione volto ad agevolare e aumentare gli scambi commerciali, a fornire un quadro per il dialogo politico bilaterale e a promuovere la cooperazione scientifica, tecnologica e culturale.
Con oltre il 34% delle importazioni di Israele provenienti dall'UE e il 28,8% delle esportazioni israeliane verso l'UE, l'Unione è il principale partner commerciale di Israele. Nel 2024 gli scambi totali di merci tra l'UE e Israele ammontavano a 42,6 miliardi di euro [3].
Nel 2021 Israele ha aderito a Orizzonte Europa, il principale programma di finanziamento dell'UE per la ricerca e l'innovazione. Dei fondi UE di Orizzonte Europa, 1,11 miliardi di euro sono destinati a imprese, università ed enti pubblici israeliani. Tra i 921 progetti di 231 beneficiari israeliani vi sono società strettamente connesse all'esercito israeliano [4].
L'articolo 2 dell'accordo di associazione UE-Israele stabilisce che "le relazioni tra le parti, così come tutte le disposizioni del presente accordo, si fondano sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, cui si ispira la loro politica interna e internazionale e che costituisce elemento essenziale dell'accordo".
Una violazione dell'articolo 2 conferisce all'altra parte il diritto di sospendere l'accordo in via unilaterale. Diverse istituzioni internazionali hanno fornito prove della violazione dell'articolo 2 da parte di Israele:
La relazione del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) [5] trasmessa al Consiglio il 20 giugno 2025 fornisce un resoconto dettagliato delle norme e degli obblighi del diritto internazionale violati dallo Stato di Israele nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, in particolare per quanto riguarda il blocco degli aiuti umanitari, gli attacchi indiscriminati contro civili, gli attacchi sistematici contro ospedali e strutture mediche e lo sfollamento forzato della popolazione.
Nella sua ordinanza del 26 gennaio 2024 [6] la Corte internazionale di giustizia (CIG) impone allo Stato di Israele di fare tutto il possibile per prevenire il genocidio della popolazione palestinese a Gaza.
L'ordinanza della CIG del 28 marzo 2024 [7] impone allo Stato d'Israele di adottare tutte le misure necessarie ed efficaci per garantire, senza indugio e in piena cooperazione con le Nazioni Unite, la fornitura su vasta scala e senza ostacoli di tutti i servizi primari e di assistenza umanitaria urgentemente necessari, compresi cibo, acqua, elettricità, carburante, alloggi, abbigliamento, prodotti igienici e igienico-sanitari, nonché forniture e cure mediche ai palestinesi in tutta Gaza.
Nella sua ordinanza del maggio 2024 [8] la Corte ritiene che, conformemente agli obblighi che gli incombono ai sensi della Convenzione sul genocidio, Israele debba immediatamente porre fine alla sua offensiva militare e a qualsiasi altra azione nel Governatorato di Rafah che possa infliggere alla comunità palestinese di Gaza condizioni di vita che potrebbero determinarne la distruzione fisica, totale o parziale.
Il parere consultivo della CIG del 22 ottobre 2025 stabilisce che Israele deve garantire che la popolazione dei territori palestinesi occupati disponga delle forniture essenziali per la vita quotidiana, compresi cibo, acqua, vestiario, lenzuola, riparo, carburante, forniture e servizi medici, nonché agevolare, con tutti i mezzi a sua disposizione, le misure di soccorso per conto della popolazione dei territori palestinesi occupati fino a quando quest'ultima sarà rifornita in modo inadeguato, come è avvenuto nella Striscia di Gaza [9].
Nonostante le prove delle molteplici violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale presentate dalle suddette istituzioni, ad oggi l'Unione europea non ha ancora intrapreso alcuna azione significativa per condannare o sanzionare lo Stato di Israele, come ad esempio la sospensione del suo accordo di associazione con Israele.
Tale mancanza di azione dell'UE è in contrasto con i trattati stessi, che stabiliscono chiaramente che tutte le azioni e le politiche dell'UE, compresi gli accordi internazionali, devono contribuire e garantire il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.
Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, del trattato sull'Unione europea (TUE), "nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione afferma e promuove i suoi valori" [...] e "contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli" [...] "alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite".
Inoltre, l'articolo 21 TUE stabilisce che "l'azione dell'Unione sulla scena internazionale si fonda sui principi che ne hanno informato la creazione, lo sviluppo e l'allargamento e che essa si prefigge di promuovere nel resto del mondo: democrazia, Stato di diritto, universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, rispetto della dignità umana, principi di uguaglianza e di solidarietà e rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale."
L'articolo 205 del TFUE stabilisce che "[l]'azione dell'Unione sulla scena internazionale, ai sensi della presente parte, si fonda sui principi, persegue gli obiettivi ed è condotta in conformità delle disposizioni" di cui all'articolo 21 TUE di cui sopra.
Infine, l'articolo 207 del TFUE stabilisce che "[l]a politica commerciale comune è condotta nel quadro dei principi e obiettivi dell'azione esterna dell'Unione".
L'obbligo di agire dell'UE deriva non solo dai suoi trattati istitutivi, ma anche dai trattati delle Nazioni Unite, dal diritto internazionale consuetudinario e dalle ordinanze della Corte internazionale di giustizia.
L'UE deve ricorrere immediatamente a tutti i mezzi giuridici, diplomatici ed economici di cui dispone, compresa la sospensione dell'accordo di associazione UE-Israele, per costringere il governo israeliano a interrompere le violazioni dei diritti umani, a rispettare il diritto internazionale e ad alleviare le sofferenze dei palestinesi.
E allora che cosa fare?
European Left Alliance ha lanciato una nuova iniziativa di legge popolare europea per la sospensione totale dell'accordo di associazione UE - Israele.
È tardi, ma non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta. L'obiettivo è raccogliere un milione di firme in tutta Europa.
Firma anche tu, e fai firmare. Contro genocidio, colonialismo e apartheid.
Dove firmare?
https://eci.ec.europa.eu/055/public/#/screen/home
[1] Servizio europeo per l'azione esterna, nota dell'Ufficio del rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, 20 giugno 2025 https://euobserver.com/eu-and-the-world/ar0246a0da
[2] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 26 gennaio 2024 https://www.icj-cij.org/node/203447
[3] https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/israel_en
[4] https://www.ftm.eu/newsletters/bureau-brussels-eu-funds-israel-defense-sector
[5] Servizio europeo per l'azione esterna, nota dell'Ufficio del rappresentante speciale dell'UE per i diritti umani, 20 giugno 2025 https://euobserver.com/eu-and-the-world/ar0246a0da
[6] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 26 gennaio 2024 https://www.icj-cij.org/node/203447
[7] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 28 marzo 2024 https://www.icj-cij.org/node/203847
[8] Corte internazionale di giustizia, ordinanza del 24 maggio 2024 https://www.icj-cij.org/node/204100#:~:text=The%20Court%20considers%20that%2C%20in,its%20physical%20destr uction%20in%20whole
[9] Parere consultivo della CIG - Obblighi di Israele connessi alla presenza e alle attività delle Nazioni Unite, di altre organizzazioni internazionali e di Stati terzi nei territori palestinesi occupati e in relazione agli stessi, 22 ottobre 2025 https://www.un.org/unispal/document/icj-advisory-opinion-22oct2025/


