Politica

Zangrillo: presentato un ddl sul merito nella PA

"Oggi nella Pa per fare carriera bisogna studiare e partecipare a un concorso con il risultato che chi non ha la possibilità di studiare non può crescere e si privano i dirigenti di una responsabilità fondamentale: far crescere il proprio capitale umano. Ho presentato un ddl sul merito che introduce novità assolute”. Queste le parole di Paolo Zangrillo, Ministro per la pubblica amministrazione, durante il suo intervento a “La Piazza”, la kermesse socio-economica e politica di Affaritaliani, organizzata a Ceglie Messapica dal 2018.

Durante l'intervista con Paolo Mieli insieme al ministro dell'ambiente Pichetto Fratin, nella splendida cittadina della Valle d'Itria, alla kermesse di Affaritaliani,  il ministro della pubblica amministrazione ha fatto un importante annuncio riguardo alla valutazione del merito nella pubblica amministrazione, vero tallone d'Achille del pubblico impiego nel nostro paese: "Ho presentato un ddl sul merito che introduce novità assolute. E' una rivoluzione perché introduce un percorso di valutazione delle performance serio, individua un tetto alle eccellenze che e' il 30% dei valutati e introduce un meccanismo di crescita delle persone. E' una novità e sono certo che entro al fine della legislatura diventerà operativo". Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, nel corso ottava edizione de La Piazza organizzata da Affaritaliani.it a Ceglie Messapica. "Oggi - ha detto Zangrillo - nella PA per fare carriera bisogna studiare e partecipare a un concorso con il risultato che chi non ha la possibilità di studiare non può crescere e si privano i dirigenti di una responsabilità fondamentale: far crescere il proprio capitale umano. E' il capo che deve valutare i propri collaboratori, scegliere i migliori e proporli per la crescita. Il ddl attribuisce al dirigente questa possibilita' in un percorso che garantisce trasparenza", ha concluso Zangrillo.

Il ministro ha poi affermato che per la prima volta nella storia questo governo e riuscito a garantire una continuità nei rinnovi contrattuali del pubblico impiego fino al 2030.  Sulla critica di CGIL e UIL, quindi Zangrillo ha cosi puntualizzato: “Due sindacati – CGIL e UIL – sostengono che le risorse stanziate non siano adeguate a coprire la perdita di potere d’acquisto causata, anche, dalla pandemia e dall’inflazione. Ma dobbiamo essere realistici: se avessimo voluto coprire interamente quella perdita, con l’inflazione al 12-13%, avremmo dovuto stanziare 32 miliardi”

“È evidente che non si può fare una manovra di bilancio con 32 miliardi solo per i rinnovi contrattuali- continua il ministro- Quello che abbiamo fatto è importante, e soprattutto ci permette una cosa mai successa prima: chiudere una tornata e lavorare subito alla successiva, dando continuità ai rinnovi – prima 2025–2027, poi 2028–2030.”

Autore Vincenzo caccioppoli
Categoria Politica
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