Politica

ll governo usa i dati Istat come più gli conviene

In Italia, fare la spesa è diventato uno sport estremo. In quattro anni, i prezzi degli alimentari in Italia hanno registrato un aumento senza precedenti: +24,9%, quasi un quarto in più rispetto a quanto pagavamo al supermercato solo pochi anni fa. Un incremento superiore di circa otto punti percentuali rispetto all’inflazione generale, che nello stesso periodo ha segnato un +17,3%. Lo rivela l’Istat nella sua nota sull’andamento dell’economia di novembre, evidenziando come lo “shock” dei listini energetici tra il 2022 e il 2023 abbia alimentato questa escalation.

Il paradosso emerge chiaramente se si guarda al potere d’acquisto degli italiani: stipendi e pensioni sono rimasti praticamente fermi, incapaci di compensare il caro vita. Così, chi percepisce redditi fissi si trova a dover scegliere tra beni essenziali, rinunciando a qualità della vita e sicurezza economica.

Ma c’è un’altra questione, più politica che economica: i dati dell’Istat sulla speranza di vita vengono immediatamente tradotti in legge quando si tratta di aumentare l’età pensionabile. E così con un tratto di penna si alza l'asticella dell'età pensionabile a 67 anni e tre mesi! Ma quando i dati Istat certificano l'aumento dei prezzi e della perdita di potere d’acquisto, cadono nel vuoto senza sortire lo stesso effetto.

Forse sarebbe il caso di riscoprire strumenti come la “scala mobile”, quell’automatismo che aggiornava retribuzioni e pensioni in linea con il costo reale della vita. Oggi, con la contrattazione collettiva praticamente impotente, la distanza tra il mondo dei numeri e la vita reale dei cittadini non è mai stata così evidente.

Se l’Italia vuole davvero difendere il potere d’acquisto dei suoi cittadini, è necessario che le politiche economiche non si fermino ai tassi e agli indici, ma considerino le persone. Se il governo e la politica italiana continuano a trattare la vita reale delle persone come un dettaglio trascurabile, non ci saranno proclami e slogan che tengano a compensare la frustrazione e l’insicurezza economica crescente. I cittadini non hanno bisogno di statistiche, ma di stipendi e pensioni che permettano loro di vivere, non solo di sopravvivere.

Autore Gregorio Scribano
Categoria Politica
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