"Siamo in campo perché si possa ridurre l'impatto anche nei mercati, così importanti per noi, del Medio Oriente, del Golfo Persico, così che abbiamo fatto lo scorso anno a fronte dei dazi americani". Ha detto, oggi, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Noventa Vicentina, a margine dell’inaugurazione della quinta edizione della Scuola dei Mestieri di Otb (gruppo internazionale di moda e lusso a cui fanno capo i marchi Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, e le aziende Staff International e Brave Kid), in occasione delle celebrazioni della Giornata Nazionale del Made in Italy.

"Ricordo a tutti, soprattutto ai profeti di Sventura, che nell'anno 2025, a fronte delle guerre commerciali che si sono propagate e hanno assediato l'Europa, e delle guerre battute, non soltanto purtroppo l'invasione della Russia in Ucraina che perdura, ma anche quella combattuta in Israele, Palestina, Medio Oriente, Gaza, l'Italia è cresciuta - aggiunge -. Le esportazioni sono cresciute di oltre il 7,2% negli Stati Uniti e del 3,3% a livello globale, consentendoci, visto che abbiamo fatto meglio degli altri, di agguantare il Giappone come quarto paese esportatore mondiale. In questi tre anni sono amcje cresciuti del 20% gli investimenti esteri in Italia, sono cresciuti gli investimenti esteri in Greenfield e la Borsa italiana è cresciuta del 110%".  Risultati che mostrano la grande resilienza della industria italiana, che ha aumentato l'export in una situazione geopolitica internazionale difficilissima, aggravata dalla imposizione dei dazi da parte dell'amministrazione americana.

Dunque, "l'Italia sta sorprendendo gli osservatori internazionali per la capacità del suo sistema produttivo di essere resiliente, cioè di resistere nelle crisi e conquistare nuovi mercati". “Segnalo che proprio in Veneto, la mia regione, si è registrato il massimo consenso del SÌ al referendum sulla riforma della giustizia e che, dove più alto è il numero di imprese, più alto è stato il SÌ - sottolinea ancora Urso -. In Veneto, appunto, e poi in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia, l’Italia delle imprese e della produzione. Ancora una volta, grazie Veneto e grazie alle imprese”, ha concluso  il ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Poi il ministro ha voluto citare il grande lavoro svolto dal Ministero sul piano della risoluzione dei tanti tavoli di crisi aperti in questi anni a Palazzo Piacentini. Anche la moda, ancora una volta, può essere un esempio di resilienza. Per questo, nella Giornata nazionale del Made in Italy, quest'anno abbiamo realizzato 800 eventi dedicati in gran parte alla formazione delle competenze". Lo dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a Noventa Vicentina, a margine dell’inaugurazione della quinta edizione della Scuola dei Mestieri di Otb (gruppo internazionale di moda e lusso a cui fanno capo i marchi Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf, e le aziende Staff International e Brave Kid), in occasione delle celebrazioni della Giornata Nazionale del Made in Italy. "Siamo riusciti a risolvere tanti tavoli di crisi, che infatti sono ridotti in maniera significativa - aggiunge -. All'inizio della legislatura erano conteggiati nei tavoli di crisi 80mila lavoratori a rischio, oggi questo rischio si è ridotto a 35mila lavoratori" che resta un numero "importante".

Il responsabile del Mimit, poi, sottolinea: "Sono stati risolti tanti tavoli di crisi anche in maniera talvolta disperata, proprio nel caso della moda c'è un esempio emblematico, quello della Perla, una grande azienda, orgoglio del Made in Italy, che siamo riusciti a salvare. Addirittura, ci saranno nuove assunzioni con un investitore straniero, dunque ancora una volta investimenti stranieri che credono nell'impresa italiana". Perché, conclude Urso, "l'impresa italiana e il Made in Italy si sono fatti largo nel mondo e oggi, con la stabilità e l'efficacia del governo di Giorgia Meloni, i capitali, le imprese straniere investono in Italia più che altrove in Europa, a dimostrazione che questo paese finalmente si è fatto largo nel mondo".
Nel 2025, il Mimit ha gestito attivamente numerose crisi industriali, chiudendo l'anno con 27 intese raggiunte, 41 tavoli attivi (in calo rispetto ai 55 del 2022) e 30 tavoli di monitoraggio. Le soluzioni hanno salvaguardato oltre 14.260 lavoratori, con un focus su settori chiave come metalmeccanica, automotive, moda e tessile.

In alcuni casi, l’intervento del Mimit ha consentito di ritirare centinaia di licenziamenti unilaterali, favorendo una gestione concertata degli esuberi e sostenendo percorsi di riorganizzazione e rilancio industriale, come nelle vertenze Berco e Yoox, ricondotte a un confronto strutturato tra le parti orientato alla tutela occupazionale e alla prospettiva industriale.

In altri casi, il Mimit ha affrontato e risolto vertenze di particolare complessità, destinate a costituire un riferimento anche sul piano metodologico, come La Perla, caratterizzata da quattro procedure concorsuali, di cui una extra-UE e con finalità differenti. Sono state inoltre individuate soluzioni a crisi industriali nel Mezzogiorno, con il coinvolgimento di imprese radicate nel territorio, come il Gruppo Dema, già risolta, e AC Boilers, in fase di finalizzazione.