Quella a Washington del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, la seconda dall'inizio del suo mandato non può essere considerata auna semplice visita istituzionale La missione che inizia oggi, infatti, in un contesto globale sempre piu complicato, ha l'ambizione di segnare un passaggio operativo versi quella che è la strategia che guida il ministero guidato da Urso, collocando l’Italia nel cuore delle nuove filiere industriali e tecnologiche dell’Occidente. L'Italia vuole essere al centro dello sviluppo europeo delle nuove tecnologie emergenti, come appunto lo spazio, l'intelligenza artificiale e le materie prime critiche

Una missione istituzionale negli Stati Uniti che nasce ed ha l'obiettivo di  consolidare il dialogo tra Italia e America su alcuni dei dossier più sensibili per l’industria del prossimo futuro. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, 

La missione assume un peso particolare anche per il ruolo che Urso ricopre come Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali. Non si tratta, dunque, di una semplice visita diplomatica, ma di un passaggio che mira a dare maggiore continuità ai rapporti con gli Stati Uniti in comparti dove ricerca, sicurezza, investimenti e capacità produttiva tendono ormai a convergere. L’obiettivo politico è chiaro: costruire relazioni più strette nei campi in cui si gioca una parte rilevante della competitività industriale internazionale.

Un tema centrale sarà senz'altro quello della space economy, settore dove il nostro paese, in questi tre anni, ha certamente giocato un ruolo da protagonista in Europa. La Space Economy in Italia nel 2026 è un pilastro strategico, con un fatturato record che supera i 4,5 miliardi di euro e oltre 15.000 addetti, con una filiera estremamente ramificata in diversi settori dell’economia, composto da oltre 400 imprese, di cui il 66% PMI e il 27% startup,
Uno dei momenti centrali della visita negli Usa, sarà allora l’incontro al quartier generale della NASA con l’amministratore Jared Isaacman. Al confronto parteciperà anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, in un formato che segnala la volontà di rafforzare il coordinamento tra le due sponde dell’Atlantico nel settore aerospaziale.

Per l’Italia, che vanta una presenza qualificata nell’industria spaziale europea e internazionale, il consolidamento del rapporto con la NASA può tradursi in nuove occasioni di sviluppo per imprese, centri di ricerca e filiere tecnologiche ad alto contenuto innovativo. Il significato della visita, quindi, va letto anche alla luce della crescente competizione globale su tecnologie avanzate e infrastrutture strategiche. ’incontro Urso-Isaacman avverrà alla vigilia del lancio della missione Artemis II, previsto con il vettore SLS per le 00:24 di giovedì 2 aprile (ora italiana) dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida. La capsula Orion, che ospiterà i quattro astronauti che circumnavigheranno la Luna, è dotata del modulo europeo ESM (European Service Module), costruito sempre a Torino da Thales Alenia Space Italia in collaborazione con Airbus, che fornirà elettricità, acqua, ossigeno e azoto, oltre a mantenere la navicella alla giusta temperatura e sulla rotta prevista.

La missione proseguirà poi alla Casa Bianca, dove Urso incontrerà alcuni rappresentanti di primo piano dell’amministrazione statunitense sui dossier di competenza del Mimit. Tra questi figurano Michael Kratsios, direttore dell’Office of Science and Technology Policy e riferimento per le politiche su innovazione, tecnologia e intelligenza artificiale, e Jarrod Agen, direttore esecutivo del National Energy Dominance Council, impegnato sui temi dell’energia e dell’approvvigionamento delle materie prime critiche. D'altra parte Urso può vantare negli Usa un fitta rete di legami e rapporti, che sono anche serviti nel 2022 a preparare il terreno lì, rispetto alla vittoria del centrodestra alle elezioni..

Si tratta di tavoli che toccano questioni decisive per la tenuta delle economie industriali avanzate. L’accesso alle materie prime critiche, la sicurezza delle forniture energetiche, la capacità di sviluppare e governare le tecnologie emergenti sono elementi che incidono direttamente sulla competitività dei sistemi produttivi. A questo si aggiunge il quadro internazionale, segnato da tensioni che continuano a produrre effetti sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene globali del valore.

Nel corso dei colloqui sarà affrontata anche la crisi iraniana, con particolare attenzione alle sue possibili ricadute economiche. È un tema che lega in modo diretto politica estera e politica industriale: quando il contesto geopolitico si irrigidisce, le conseguenze si riflettono rapidamente sui costi energetici, sulla logistica internazionale e sulle strategie di approvvigionamento delle imprese.

Ovviamente accanto a questi importanti incontri istituzionali, durante la sua missione negli Stati Uniti, nell'agenda del ministro sono calendarizzati anche momenti di confronto con la comunità imprenditoriale italiana presente nel Paese e con aziende americane interessate a investire in Italia. È un passaggio che collega la dimensione diplomatica alla promozione economica, in una fase in cui il mercato statunitense continua a rappresentare uno sbocco di grande importanza per il Made in Italy. E al suo ritorno, a proposito di imprese,  mercoledi 1 aprile, il ministro ha convocato al ministero una riunione con le associazioni di imprese per cercare di risolvere l'intricata matassa degli esodati dalla misura Transizione 5.0. Tavolo a cui saranno presenti anche in ministri Tommaso Foti e Giancarlo Giorgetti

D'altra parte gli Usa, continua, malgrado i dazi imposti dalla amministrazione Trump. ad essere un ottimo  mercato di sbocco per il nostro export, considerando che nel 2025 la crescita dell’export italiano verso gli Stati Uniti nel 2025, è stata pari al +7,2%, confermando nei numeri il peso del rapporto commerciale tra i due Paesi. Il tentativo è quello di trasformare una dinamica positiva sul fronte delle esportazioni in un terreno più ampio di collaborazione, capace di attrarre investimenti esteri e generare partnership industriali ad alto valore aggiunto. Perchè anche su questo punto il nostro paese, sempre i recenti dati del Mimit, in questi tre anni, l'Italia ha scalato ben 7 posizione nell'indice di attrattività globale, passando dal 23° al 16° posto.  

La visita di Urso a Washington si inserisce dunque in una strategia che punta a rafforzare il posizionamento italiano nei comparti più sensibili dell’economia contemporanea. Spazio, energia, materie prime e innovazione non vengono affrontati come dossier separati, ma come parti di una stessa architettura industriale e geopolitica. È su questo intreccio che si misurerà la portata concreta della missione americana del ministro.