Le immagini trasmesse dalla televisione di Stato iraniana parlano chiaro: palazzi rasi al suolo, auto in fiamme, strade devastate a Teheran. La capitale iraniana è ormai un campo di battaglia, e la popolazione cerca disperatamente una via di fuga. Le stazioni di benzina sono assediate da lunghe code, mentre gli sportelli bancomat restano a secco di contanti.
Il bilancio in Israele non è meno drammatico: 24 civili uccisi nei raid missilistici iraniani. Le immagini trasmesse in diretta mostrano soccorritori che scavano tra le macerie di case completamente distrutte.
Sul fronte internazionale, Donald Trump non ha perso l'occasione per rilanciare la sua posizione. Secondo l'ex presidente, il conflitto potrebbe concludersi rapidamente se Teheran accettasse di piegarsi alle richieste statunitensi sul programma nucleare.
«L'Iran non vincerà questa guerra. Dovrebbe comprenderlo, prima che sia troppo tardi», ha dichiarato durante un vertice del G7 in Canada.
I colloqui previsti tra Stati Uniti e Iran, ospitati dall'Oman, sono stati annullati. Teheran ha dichiarato di non poter negoziare mentre le bombe cadono sulla capitale. La tensione è ulteriormente salita quando i legislatori iraniani hanno proposto di abbandonare il trattato di non proliferazione nucleare, una mossa che rischia di far naufragare qualsiasi tentativo di dialogo.
Intanto, i missili iraniani hanno colpito lunedì Tel Aviv e Haifa, uccidendo almeno otto persone e distruggendo interi quartieri. Le Guardie Rivoluzionarie hanno rivendicato l'uso di una nuova strategia: confondere le difese multistrato israeliane, facendole colpire erroneamente i propri sistemi e aprendo così varchi ai missili. Nel pomeriggio un attacco israeliano su Teheran ha colpito la tv statale iraniana.
What a courage… Hats off to lioness of #طهران
— Mubashir.Khurram (@infomubashir) June 16, 2025
Israeli strikes have bombed the Iranian state-TV building in #Tehran as it was broadcasting live on air. pic.twitter.com/PeuDnMjktv
Nonostante l'escalation, i mercati petroliferi hanno registrato un calo dei prezzi, segno che gli operatori ritengono per ora al sicuro le esportazioni di petrolio e gas, nonostante i bombardamenti israeliani contro infrastrutture energetiche iraniane.
L'uccisione improvvisa di numerosi alti comandanti iraniani e l'apparente perdita di controllo dello spazio aereo rappresentano forse la sfida più grave al potere clericale iraniano dai tempi della Rivoluzione islamica del 1979. La rete di alleati regionali dell'Iran — Hamas a Gaza e Hezbollah in Libano — è stata pesantemente colpita dall'inizio del conflitto.
Dal canto suo, Benjamin Netanyahu ha dichiarato che, pur non essendo obiettivo diretto il rovesciamento del governo iraniano, una sua eventuale caduta potrebbe essere una conseguenza inevitabile delle operazioni militari, aggiungendo anche che l'assassinio del leader supremo Ali Khamenei è tra li possibili obiettivi di questa guerra.


