Sallusti lamenta minacce mentre il suo giornale incita all'odio: quando l'apologia del genocidio si traveste da libertà di stampa
"Ieri mattina un gruppo di attivisti pro Palestina, in realtà pro terroristi di Hamas e antisionisti, ha inscenato davanti all'ingresso della nostra redazione di Milano una manifestazione di protesta minacciandoci per le nostre posizioni sulla guerra di Gaza, posizioni che riconoscono le ragioni di Israele. Legittimo, ovviamente, non siamo per il divieto di esprimere opinioni contrarie alle nostre. Ma al netto del fatto che un conto sono le opinioni e altro sono le minacce e che la libertà di stampa non dovrebbe mai essere contestata, quello che ci ha preoccupato non sono stati i loro slogan violenti e insensati, bensì il silenzio con cui il circo massimo della libera informazione convocato in seduta permanente per vigilare sul governo delle destre abbia accolto la notizia senza proferire parola. Immaginate se un gruppo di attivisti di Forza Nuova avesse manifestato sotto la sede de La Repubblica minacciando i suoi giornalisti: ecco, è certo che in quel caso la Federazione nazionale della Stampa si sarebbe mobilitata in difesa della libera informazione contro il fascismo imperante, il Parlamento avrebbe sospeso la seduta in solidarietà al vile attacco ai colleghi di Repubblica, la Schlein e compagnia avrebbero urlato ai quattro venti il loro sdegno. Se a essere minacciati sono i giornali non di sinistra niente di tutto questo, anzi ben venga la libertà di minaccia e di insulto".
Questo è quanto ha scritto, anzi... ha avuto il coraggio di scrivere tale Alessandro Sallusti, direttore de il Giornale, a seguito di una piccola (purtroppo) manifestazione di protesta organizzata da Potere al Popolo contro la propaganda pro genocidio di cui il suo quotidiano è da sempre attivo protagonista.
Questa è la risposta di Potere al Popolo ai "Fratelli di Lagna":
"Una risposta alle reazioni di Fratelli d'Italia, Forza Italia e dei professionisti della menzogna de il Giornale e Libero, dopo il nostro presidio di oggi.I rumorosi piagnistei che tentano di colmare il silenzio sulle infiltrazioni e sulle campagne denigratorie a mezzo stampa.La reazione scomposta de il Giornale e Libero, sommata alle dichiarazioni de il Tempo, Secolo d'Italia e di diversi esponenti politici ci dicono che siamo nel giusto. Si è scomodato anche La Russa parlando di "clima di crescente intolleranza" e il suo partito, Fratelli d'Italia, attraverso un comunicato di Donzelli e Bignami (ai quali si è aggiunto anche Renzi, bisbigliatore dei servizi alle fermate dell'autogrill, e Fratelli d'Italia). È lungo l'elenco di chi, da Gasparri al Ministro Giuli, partecipa della grande alzata di scudi di apparato per difendersi dai "quattro gatti estremisti".Dallo spavaldo "Venite pure, contestatori da operetta" di ieri sulla prima pagina di Libero, alle urla di indignazione di tutto l'arco degli amici e del club della destra. Il signor Sallusti, che si dice preoccupato per la tenuta democratica del paese, dovrebbe spiegarci come sia possibile parlare di democrazia e di informazione, dopo aver messo in campo una vera e propria rubrica diffamatoria, assieme ai suoi colleghi di Libero, contro una forza politica e una forza studentesca che alla luce del sole portano avanti le proprie battaglie e si presentano alle elezioni, peraltro senza sponsor.Ci sembra solo debole e strumentale vittimismo, un esile paravento, visto che non a caso riceve la solidarietà da parte di chi come Bignami si faceva fotografare con la fascia delle SS, difeso proprio da Donzelli (per non parlare delle gesta del solito Ignazio La Russa). È ridicolo parlare di "imporre il pensiero unico", quando è attivo un apparato, questo sì di "pressione politica" a mezzo stampa, per chi come il Governo ha tutto tranne che problemi ad accedere ai principali megafoni informativi, dalla TV, alle radio, ai giornali, oltre ai canali ufficiali delle istituzioni.Ci teniamo a mettere in evidenza un altro aspetto. La debolezza di questi soggetti, da Fratelli d'Italia ai due fogliacci in questione, emerge anche dal tentativo di ridurre la nostra protesta di oggi a una questione "pro-pal" vs "amici di Israele". Siamo si "Pro-pal", siamo stati in piazza da sempre al fianco del popolo palestinese che resiste alla pulizia etnica, al genocidio, all'appoggio che tutti questi soggetti come il resto dell'establishment europeo e statunitense danno al criminale di guerra Netanyahu e al progetto sionista. Crediamo fermamente e lo ripetiamo: i fogli che inneggiano alla pulizia etnica e al genocidio e le scrivanie dove vengono scritti sono sporche di sangue, come le mani di chi fornisce supporto logistico, militare ed economico allo stato terrorista di Israele.Eppure, la nostra manifestazione di oggi, come quelle degli scorsi giorni sotto il MUR e il Viminale a Roma, come la petizione che ha ricevuto in pochi giorni più di 5000 sottoscrizioni, hanno una ragione ben precisa, che si cerca di eludere e di derubricare, con evidente imbarazzo.Per mesi le nostre organizzazioni sono state infiltrate da ben 5 agenti dell'antiterrorismo, e ancora il Governo è stato in grado solo di fornire qualche frase contraddittoria per bocca del sottosegretario Prisco, di fronte a fatti gravissimi. Per più di un anno il Giornale e Libero si sono dedicati alacremente ad accusarci di sovversione, terrorismo, a ricostruire legami e immaginari progetti di destabilizzazione.Non è un problema che riguarda solo Potere al Popolo e Cambiare rotta: rimangono infatti senza risposte anche le operazioni di spionaggio ai danni di attivisti e giornalisti, come il caso Paragon dimostra, solo per citare le più eclatanti. È questo il vero problema di tenuta democratica e di libera espressione del paese.Su questo, come su molte altre questioni, non rispondono. Siamo nel giusto, viste le reazioni, perché abbiamo colto nel segno indicando le responsabilità del Governo, denunciando pubblicamente l'accaduto, chiedendo risposte e chiarimenti. Siamo nel giusto, quando diciamo che il Giornale e Libero si dedicano a costruire un clima di criminalizzazione e menzogna volto a giustificare operazioni repressive ai danni delle opposizioni nel paese.Continueremo a pretendere risposte, a indicare le responsabilità di chi fa da servitore con la propria "stampa amica" ai peggiori istinti reazionari. E soprattutto continueremo nella costruzione di una opposizione politica e sociale al futuro di guerra e miseria a cui ci vogliono condurre. Apertamente e alla luce del sole, come abbiamo sempre fatto. Potere al popolo - Cambiare Rotta"
Per capire che cosa abbia il coraggio di pubblicare sul suo foglio propagandistico il sig. Sallusti, questo è un piccolo estratto di un articolo della sig.ra Nirenstein del 22 giugno, dove ci informa della sua indignazione causata dal fatto che il Premio Strega è stato vinto da una sua correligionaria, Anna Foa, con libro "Il suicidio di Israele":
"Non c’è una sola prova nelle scuole, nell’università, nella Knesset, nelle fabbriche, negli uffici, che viga qualsiasi discriminazione politica o idelogica, e tantomeno razziale. E come la fantasia sul genocidio e sull’ethnic cleansing: un pregiudizio ideologico legato al rovesciamento del sionismo in nazismo. La crudeltà del terrorismo che ha fatto migliaia di vittime è negata, allontanata, l’autodifesa non è un diritto".
Solo in queste poche righe vi sono affermazioni in cui la realtà è completa ribaltata... immaginate voi un quotidiano che da sempre pubblica articoli simili dove la menzogna ha fatto prima da supporto all'apartheid e adesso fa da supporto al genocidio.
In Israele, nella società israeliana, la discriminazione è legge dello Stato... il suo nome è Stato-Nazione ed è stata promulgata da Netayahu: un cittadino israeliano è un cittadino di serie b se non è ebreo. I coloni ebrei rubano case, terre e vite a Gerusalemme est e in Cisgiordania con il placet della Corte Suprema. Agli arabi israeliani è impedito di acquistare case o appartamenti nelle colonie in Cisgiordania. Le vittime del "terrorismo" palestinese sarebbero migliaia? Dal 2000 al 2023 (settembre) i palestinesi uccisi da IDF, polizia e coloni erano circa 14mila. Il 7 ottobre, i civili israeliani uccisi erano circa 800. Alcuni di questi (una ventina), è stato stabilito ufficialmente, sono stato uccisi dai carri armati delle IDF in base al protocollo Annibale, altri sarebbero stati uccisi da uno o più elicotteri che hanno fatto fuoco sui partecipanti al rave party. Ma la cosa grave è che i 100mila palestinesi (secondo un recente studio di alcune università europee) uccisi a Gaza sono per Nirenstein e Sallusti una conseguenza dovuta al diritto di autodifesa di Israele.
E Sallusti si scandalizza se qualcuno gli rinfaccia quanto sia ignobile e schifosa la sua propaganda.