MERCATO – Schira: “Non ci sono colloqui tra il Napoli e Sartori, il club azzurro ha altri piani”
Nicolò Schira, giornalista ed esperto di mercato, scrive su X: “Nonostante le ultime indiscrezioni, non ci sono colloqui tra Napoli e Giovanni Sartori (il suo contratto con il Bologna scade nel 2027 e lui è felice al Bologna) e, tra l’altro, il Napoli ha altri piani e non ci pensa”.
RADIO CRC – Napoli, Alisson Santos: “Sono contento di essere qui, per me è un sogno, voglio aiutare la squadra, rigore col Como? Ero fiducioso, peccato per il risultato, Conte è un grande allenatore, sto imparando tanto con lui”
Il nuovo calciatore del Napoli, Alisson Santos, è intervenuto ai microfoni di Radio CRC: “Sono molto contento di essere qui, per me è un sogno. Il Napoli è un grande club: ho lavorato molto nella mia carriera per arrivare fin qui. Spero di aiutare il club a conquistare i nostri obiettivi. Martedì è stata la mia seconda volta al Maradona, perché ho giocato qui con lo Sporting in Champions League. Ma giocare per il Napoli è una sensazione incredibile, sentire la passione del tifo partenopeo. Sono contento di aver esordito con questa maglia, ma sono ovviamente triste per il risultato, perché sono molto ambizioso e non mi piace perdere, volevo passare il turno insieme alla squadra. Ma ora è il momento di lavorare e guardare avanti. Il momento del rigore? Ero molto fiducioso, perché ho fiducia nel mio lavoro: ogni giorno lavoro anche sui calci di rigore e per essere pronto quando si presenta l’occasione. Sul momento ho sentito anche la fiducia della squadra. Sono un giocatore a cui piace aiutare la squadra, attaccare gli avversari, dribblare e cercare di fare gol o aiutare i compagni facendo assist. Ovviamente per me è importante anche aiutare in fase difensiva. Il campionato italiano è importante e lo seguivo anche prima di venire qui. Anche il campionato portoghese è importante, ho imparato molto nello Sporting: sono due squadre che controllano molto il gioco e che mantengono il possesso palla. Il campionato italiano è più tecnico e si gioca ad alta intensità: ogni giorno lavoro per migliorare su questi aspetti con lo staff tecnico e con mister Conte. E penso che piano piano sto raggiungendo il livello per essere d’aiuto alla squadra. Mi sto trovando molto bene qui: quando sono arrivato mi hanno tutti accolto bene, mi sono sentito abbracciato da tutto il gruppo. Mi stanno aiutando molto anche ad imparare l’italiano, ma è molto difficile: piano piano lo imparerò. Mi sento già a casa, sono molto tranquillo e ora è il momento di lavorare. Conte è un grande allenatore, che ha una storia nel calcio e sto imparando molto con lui e con tutto lo staff. Quando sono arrivato mi hanno parlato tutti per aiutarmi a giocare come gioca la squadra. Sono contento, penso che imparerò molto qui e migliorerò come calciatore. Non ho ancora avuto tempo di visitare la città, perché sono arrivato da poco: sto organizzando la mia vita, anche la mia famiglia verrà qui per stare con me. Ma sono una persona molto tranquilla: mi piace stare a casa, mi piacciono i videogiochi, ascoltare musica. Quando avrò tempo, però, andrò a visitare la città. Che musica ascolto? Non ho un genere preferito, mi piace la musica che mi dà buone vibes per poter anche ballare un po’. Sto imparando un po’ di italiano, so dire le cose basiche come “buongiorno”, “come stai”, “grazie”. Piano piano migliorerò”.
L’EX ARBITRO – Gavillucci: “Napoli-Como? Il mancato rosso a Ramon è un errore grave”
Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto l’ex arbitro Claudio Gavillucci: “La mancata espulsione di Ramon è un errore grave, tanto quanto quello commesso da Massa la settimana precedente, soprattutto alla luce delle immagini riviste. Non sono errori da arbitri di Serie A. Non parlerei di malafede, ma di poca lucidità nella valutazione dell’episodio. Purtroppo sono situazioni che stiamo vedendo spesso sui campi italiani in questa stagione. L’errore in Napoli-Como è grave quanto quello in Genoa-Napoli. Forse Manganiello, in quell’occasione, non ha colto che l’intervento di Ramon configurasse una chiara situazione da sanzionare con il cartellino giallo. Faccio fatica a trovare una spiegazione logica. Nel complesso si può anche esprimere un giudizio sufficiente sulla sua direzione di gara, ma bisogna distinguere tra la prestazione generale e i singoli episodi determinanti. Se in una partita si commette quello che viene definito un “crucial mistake”, il giudizio finale non può essere pienamente positivo. Credo che, chiedendo a qualsiasi arbitro un parere su quell’episodio, la risposta sarebbe unanime: è cartellino giallo. La soluzione? Non ho la bacchetta magica per risolvere un problema che sta attraversando il calcio italiano, posso solo esprimere il mio pensiero. Gli errori non si possono eliminare del tutto. Forse tra qualche anno, con l’intelligenza artificiale applicata all’arbitraggio, lo scenario potrà cambiare. Ma finché ci saranno uomini e interpretazioni, l’errore farà parte del gioco. Il problema non è del singolo arbitro: la riflessione deve essere più ampia. Chi scrive le regole deve fornire una linea chiara. Gli arbitri applicano il regolamento, non lo creano. Oggi non è più solo una squadra a lamentarsi: è il calcio stesso che fatica a riconoscersi. Chi forma e guida gli arbitri deve offrire indicazioni chiare, precise e coerenti. E chi stabilisce le regole deve ricordare che il calcio appartiene agli spettatori e deve restare semplice e comprensibile. Il calcio è uno sport di contatto: meno si interviene, minori sono le possibilità di errore. Come dicono spesso gli inglesi, “less is more”. Molti sbagli derivano dalla mancanza di direttive chiare, precise e uniformi, responsabilità di chi è chiamato a fornirle. Serve una linea definita e la capacità di mantenerla. Se si continua ad andare in balia delle onde, si rischia di restare alla deriva, come sta accadendo oggi”.
L’OPINIONE – Tiberio Ancora: “E’ incredibile quello che sta accadendo al Napoli, lo staff è di livello, Lang e Lucca non si sono inseriti”
A Stile TV, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, è intervenuto Tiberio Ancora, ex personal trainer del Napoli di Conte: “Annata disgraziata? E’ incredibile quello che sta accadendo a Napoli. Una visione precisa non ce l’ho perchè prima avevo sotto controllo tutto, adesso a distanza non so. Non essendoci, non ho idea di cosa possa essere successo. Il preparatore atletico del Napoli è un luminare, il lavoro sul campo e quello in palestra non può essere la causa di tanti infortuni perchè parliamo di un preparatore veramente molto bravo. All’Inter e al Tottenham non sono stato con Conte, lo so che sono le annate in cui ci sono stati più infortuni, ma parlerei di coincidenza perché lo staff del mister e che conosco benissimo è di ottimo livello. Per non parlare dello staff medico del Napoli, i dottori sono veramente di livello assoluto. Lucca e Lang? Credo che Lucca e Lang non fossero all’altezza del Napoli, non potevano prendere il posto degli altri in rosa. Soprattutto Lucca da avversario mi ha fatto veramente impressione, ma poi quando l’ho visto quotidianamente l’impressione è stata un’altra. Tanto che ne abbiamo anche discusso, lui mi diceva che non era in forma, ma che sarebbe esploso appena sarebbe stato meglio. Lang invece non l’ho visto mai inserito nel progetto, era partito titolare poi è stato messo fuori perchè Politano e Neres erano di un livello più alto. Lang non mi ha mai convinto e infatti mi chiedevo come mai stesse con noi al Napoli. Sono stati loro però a non essersi inseriti, Lang non era mai concentrato, non era uno di quelli che voleva imporsi. Lo vedevo distratto da canzoni, da rap e a questi livelli o fai il calciatore o fai il cantante. E sono arrabbiato perchè è stato pagato tanto, ma sembrava un ragazzino viziato. Vedevo tutto, ma stavo zitto perchè poi io sono uno sanguigno, ma la sua esclusione me l’aspettavo, mi accorgevo non fosse all’altezza della situazione. L’esplosione non c’è stata, ed è giusto che sia stato mandato via perchè non era all’altezza del Napoli. Sono un po’ arrabbiato perchè una società ti compra e ti paga tanti soldi, mentre lui rideva anche quando non giocava. Lang e Lucca mi hanno deluso, entrambi. Mi avevano impressionato da avversari, di loro si parlava da tempo, ma anche Milinkovic-Savic. Io soprattutto di Lucca ero contentissimo, poi non ha reso secondo le aspettative, non so se perchè non si è avuta la pazienza di aspettare o se semplicemente non era da Napoli. I limiti possono rappresentare un handicap in un progetto importante come il Napoli”.
IL DOPPIO EX – Menichini: “La Roma sta bene, ma il miglior Napoli può battere chiunque”
A Stile TV, nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra”, intervenuto Leonardo Menichini, doppio ex Napoli-Roma: “Napoli è stata un’esperienza breve. Incontrai Ferlaino a Roccaraso, trovammo l’accordo, ma restammo poco tempo. Era un altro Napoli, c’erano giocatori nettamente inferiori a quelli di oggi, gli obiettivi erano altri. Siamo stati a Napoli poco perchè Mazzone dette le dimissioni, la squadra doveva essere rinforzata, non fu rinforzata e Mazzone diede le dimissioni rimettendoci anche a livello economico. Da ciò che so, la società gli fece delle promesse che poi non ha rispettato. La maglia del Napoli pesa e per andare in campo oltre alle qualità tecniche ci vogliono quelle morali, di temperamento, ci vogliono spalle larghe e attributi. Napoli-Roma? La Roma sta giocando un gran calcio, anche l’ultima è stata una grande prestazione, il Napoli ha 49 punti per cui si tratta di uno scontro importante, non banale, ma decisivo. La Roma sta bene, col Cagliari ha fatto una grande partita, ma il miglior Napoli può battere chiunque. Quest’anno ha pagato molto gli infortuni, qualche errore di troppo individuale, ma resta una grandissima squadra. Mancano giocatori pesanti al Napoli, la cosa positiva però è Vergara un giocatore veramente importante. Sono pro Var, anche se ha tolto alla gente una grande gioia: l’esultanza. Ora quando si segna devi attendere che venga convalidato, ma si va sempre più verso la tecnologia ed aiutare gli arbitri può essere importante. La perfezione però non c’è mai, è la disparità di trattamento la cosa che dà più fastidio. Guardando il bicchiere mezzo pieno, si prova ad andare verso il miglioramento con la tecnologia. In Italia si tende sempre a preservare i giovani, ma se sono bravi vanno fatti giocare. Gattuso ha voglia e volontà di lanciare questi giovani e credo che siamo sulla strada giusta. Al prossimo Mondiale l’Italia deve andarci, ci sono tanti bambini che non l’hanno mai visto. Non sarà facile, ma sono fiducioso”.


