Con Zi, il regista coreano-americano Kogonada torna a esplorare l'animo umano attraverso una pellicola girata in segreto tra le strade vibranti di Hong Kong. Presentato al Sundance 2026, il film vede protagonista Haley Lu Richardson nei panni di una giovane donna perseguitata da inquietanti visioni del proprio futuro. La sua deriva esistenziale si interrompe nell'incontro con uno sconosciuto, dando il via a una notte sospesa che ricorda le atmosfere dostoevskiane.

Kogonada trasforma la metropoli in un organismo vivo, dove la linearità del tempo si dissolve in un flusso ciclico di ricordi e presagi. Attraverso una regia minimale e rigorosa, l'autore indaga il disorientamento contemporaneo, suggerendo che la vera libertà risieda nell'accettazione consapevole del presente. Zi si configura come un poema visivo onirico e profondamente intimo, capace di trasmutare l'ansia dell'ignoto in una pace trascendentale, confermando il talento unico di Kogonada nel ritrarre la fragilità umana.