E' in gran forma il ministro del made in Italy Adolfo Urso, quando si presenta davanti ai giornalisti, a Bruxelles per partecipare alla sesta riunione dell’Alleanza Ministeriale per le Industrie ad Alta Intensità Energetica, cui aderiscono 25 Paesi europei, tra cui Germania, Francia, Spagna e Polonia, e poi per prendere parte al Consiglio Competitività dell’UE, che affronterà dossier prioritari per lo sviluppo produttivo del continente. Il punto focale è sempre quello legato al fatto che occorre convincere l'Europa a cambiare alcune sue regole che fermano e strozzano la competitività delle imprese europee.
Su questo Urso ha concordato all'assemblea degli industriali di martedi a Roma, una strategia comune ( i rapporti tra lui e il presidente Orsini sono più che buoni): "L'Europa deve cambiare "in fretta e radicalmente" la propria politica energetica, economica e industriale, altrimenti rischia di diventare "un deserto industriale". Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, parlando con la stampa a Bruxelles prima del Consiglio Competitivita' su mercato interno e industria. Secondo Urso, se Bruxelles e' costretta oggi a intervenire su piu' fronti, significa che "ha sbagliato" le politiche adottate finora.
Il ministro ha citato la revisione in corso dell'Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, i dieci pacchetti Omnibus di semplificazione, la cui quantita' rappresenta a suo giudizio "una contraddizione", e l'Industrial Accelerator Act, destinato a entrare in vigore solo fra tre anni, quando "l'Europa sara' gia' un deserto industriale". Per questo Roma chiede di anticipare il pacchetto legislativo europeo per l'industria e spinge affinche' l'energia venga considerata alla stregua della difesa e della sicurezza del continente.
"L'Europa pensava di vivere in un mondo senza confini, senza montagne, senza fiumi, senza laghi, senza conflitti", ha affermato Urso, aggiungendo che "il mondo in cui viviamo e' ben diverso da quello che speravamo". Secondo il ministro, l'Unione deve adattare rapidamente le proprie politiche a "un mondo di conflitti in cui dominano l'incertezza e l'instabilità".
Interrogato poi dalla stampa sul caso Electrolux, il ministro per le imprese Adolfo Urso ritiene che il settore elettrodomestici deve essere considerato strategico come l'auto. Lo ha indicato alla stampa precisando che il governo chiede sia preparato un piano europeo per questa filiera 'per garantire migliori condizioni di parita' nel mercato, sostenere gli investimenti per le imprese, fronteggiare l'invasione di prodotti asiatici anche in questo comparto, per definire misure di salvaguardia come viene fatto per le auto'.
Urso ha poi criticato le politiche europee che sono state contrassegnate da 'ideologia' (sul green deal) e non hanno favorito una politica industriale corretta. "Se l'Europa deve in poco tempo ricorrere a revisione vuol dire che ha sbagliato per cui va preso atto della realta' e ci si deve liberare da paraocchi ideologici e fronteggiare la guerra".
Quanto alla strategia dell'industrial accelerator act, misure per incrementare la domanda di tecnologie e prodotti europei a basse emissioni di carbonio, Urso ha notato che se ne prevede l'applicazione tre anni dopo l'entrata in vigore in palese contraddizione con l'obiettivo di accelerare il sostegno all'industria.

