di Lucia De Sanctis
Il referendum costituzionale confermativo del 22 e 23 marzo 2026 riguarda la riforma della giustizia (Legge Nordio-Meloni), che propone la separazione delle carriere tra giudici e PM, il sorteggio dei membri del CSM e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare. Dopo la manifestazione tenutasi il 7 marzo davanti al Palazzo di Giustizia di Palermo abbiamo intervistato il professor Vincenzo Musacchio, giurista e docente universitario negli Stati Uniti.
Siamo con il professor Vincenzo Musacchio sostenitore del NO al referendum sulla giustizia. Professore perché i cittadini dovrebbero votare NO a questa riforma?
Io voterò convintamente NO perché ritengo sia fondamentale per difendere l'equilibrio dei poteri dello Stato previsto dalla nostra Carta Costituzionale. Questa riforma, inoltre, non risolve nessuno dei veri problemi dei cittadini — come, ad esempio, la lentezza dei processi — e punta a indebolire l'indipendenza della magistratura. Questi motivi per me sono già sufficienti per orientarmi a votare decisamente NO.
Una delle proposte centrali è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Cosa c'è che non va?
In primis non credo sia affatto la proposta centrale, la separazione delle carriere è il “cavallo di Troia” che nasconde i veri motivi della riforma che sono altri. Oggi il pubblico ministero appartiene allo stesso ordine del giudice, il che garantisce una cultura condivisa della giurisdizione: il pubblico ministero attuale deve cercare anche le prove a favore dell'indagato. Separandoli, si rischia di creare un “super-poliziotto”, isolato dal controllo di legalità e, nel lungo periodo, inevitabilmente sottoposto all'influenza del Governo.
Si propone anche il sorteggio per i componenti dei due nuovi CSM. Servirà a combattere il correntismo?
Assolutamente no. Il sorteggio è una rinuncia alla democrazia e alla valutazione del merito. A mio parere è anche un'ammissione di impotenza: invece di migliorare i criteri di scelta, ci si affida al caso, svilendo la professionalità dei magistrati. È un sistema che non esiste in nessuna parte del mondo non comprendo perché dovremmo adottarlo proprio noi.
Cosa pensa, invece, dell'Alta Corte disciplinare?
È, di fatto, un giudice speciale, previsto solo per i magistrati ordinari e non per tutte le altre magistrature. Un organismo esterno che rischia di agire come uno strumento punitivo contro i magistrati sgraditi al potere politico. La creazione di tre diversi organismi (due CSM e un'Alta Corte) comporta un inutile aumento della burocrazia e dei costi (stimati in 150 milioni di euro), senza alcun beneficio per la qualità della giustizia.
Un'ultima battuta in chiusura: perché andare a votare, visto che non c'è il quorum?
Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, vince chi prende anche un solo voto in più. Non c'è un quorum da raggiungere. Ogni cittadino che voglia evitare una giustizia più debole e meno indipendente, tuttavia, dovrebbe recarsi al seggio elettorale e segnare con una X un NO deciso. È vero che il sistema giudiziario vada migliorato ma è altrettanto vero che si debba farlo con riforme serie, condivise e rispettose dello spirito della Costituzione e dei nostri Padri costituenti. Io voto NO in difesa della Costituzione e del metodo democratico con cui dovrebbe essere cambiata. Il modo di operare in questa materia sicuramente non è questo praticato dalla attuale maggioranza di governo.


