Il 7 giugno a Roma ci sarà una grande manifestazione per chiedere la fine del genocidio a Gaza e in Cisgiordania, portato avanti dal governo di estrema destra guidato da Benjamin Netanyahu e messo in atto dal "morale" esercito dello Stato ebraico, i cui militari non sono meno responsabili di coloro che gli impartiscono gli ordini!

Da oltre 600 giorni, dopo l'attacco terroristico di Hamas, il popolo palestinese vive sotto le bombe, affamato, privato di cure e vittima di un piano di annientamento.

"Alleanza Verdi e Sinistra ha alzato la voce in piazza e nelle istituzioni. Siamo stati a Rafah con le ONG, dove medicine e cibo restano bloccati a pochi chilometri dai malati. Siamo andati in Cisgiordania e all'Aja per sostenere la Corte Penale Internazionale, attaccata solo per aver chiesto giustizia.Abbiamo raccolto 150 mila firme per chiedere l'incriminazione di Netanyahu e le abbiamo consegnate a Palazzo Chigi. In Parlamento, siamo stati i primi a denunciare genocidio, apartheid e pulizia etnica, chiedendo ogni giorno al Governo di agire. Il 7 giugno tocca a noi. Scendiamo in piazza per fermare il genocidio, per il riconoscimento dello Stato di Palestina, per riportare l'Italia e l'Europa al centro del processo di pace.Ci vediamo in piazza".

Per coloro che si intestardiscono nel negare che quanto sta accadendo a Gaza non sia un genocidio, si ricorda che il crimine di genocidio è descritto nelle norme elencate in una convenzione del 1948 licenziata per PREVENIRLO e REPRIMERLO, che tutti i Paesi che fanno parte della Nazioni Unite (compreso lo Stato ebraico di Israele) hanno sottoscritto... ma che, evidentemente, non hanno letto:

Articolo I
Le Parti contraenti confermano che il genocidio, sia che venga commesso in tempo di pace sia che venga commesso in tempo di guerra, è un crimine di diritto internazionale che esse si impegnano a prevenire ed a punire. 

Articolo II
Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religiose, come tale: uccisione di membri del gruppo;
lesioni gravi all'integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
misure miranti a impedire nascite all'interno del gruppo;
trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.

Articolo III
Saranno puniti i seguenti atti: il genocidio;
l'intesa mirante a commettere genocidio;
l'incitamento diretto e pubblico a commettere genocidio;
il tentativo di genocidio;
la complicità nel genocidio.