A Tirana, in Albania, si è svolto il vertice della Comunità politica europea (qualunque cosa fosse), dove ha partecipato anche Giorgia Meloni... oltre ai leader di Francia, Ucraina, Regno Unito, Germania e Polonia.
«Per l'ennesima volta in questi giorni decisivi, mentre i leader dei Paesi europei e Zelensky si confrontano con Trump sulla guerra in Ucraina", ha perfidamente commentato via social il leader dei 5s Giuseppe Conte, "l'Italia non c'è. Lo apprendiamo da una nota della presidenza ucraina di poco fa. È l'ennesima conferma che arriva dopo i collegamenti da remoto di Meloni e i colloqui telefonici del segretario di Stato degli Usa Rubio che hanno tagliato fuori l'Italia. Dopo il fallimento di aver inviato armi "fino alla vittoria militare dell'Ucraina", Meloni ha messo l'Italia in panchina. Senza voce, senza ruolo. Dopo il "fantasma" in Parlamento, ecco il "fantasma" nei vertici internazionali: Giorgia Meloni».
Visto lo smacco, una "invelenita" Meloni, saettanto la lingua più di quanto è solita fare, ha replicato così a chi le rinfacciava di aver messo all'angolo nelle relazioni internazionali l'Italia...
Il guaio è che all'incontro da cui è stato esclusa - Meloni dice di non avervi voluto partecipare - Emmanuel Macron, Volodymyr Zelensky, Keir Starmer, Friedrich Merz e Donald Tusk hanno parlato (senza aver avuto bisogno di alcuna "pontiera") con Donald Trump per discutere non tanto di interventi militari, quanto di come valutare l'esito del vertice di Instabul sul conflitto in Ucraina e di come rispondere diplomaticamente.
L'Italia di Meloni, come è evidente a chiunque, non conta niente sul piano dei rapporti internazionali. Un altro dei tanti incredibili "successi" della premier Giorgia Meloni.


