Giorgia Meloni scende in campo e ci mette la faccia per sostenere il Sì al referendum sulla giustizia.
Volente o nolente, però, così come accadde per Matteo Renzi, il voto referendario finirà inevitabilmente per trasformarsi anche in un giudizio politico sull’operato del suo governo.
Un governo che, finora, non ha mantenuto neppure una delle promesse fatte agli italiani. Proprio per questo motivo – e anche perché il referendum riguarda tecnicismi che interessano soprattutto gli addetti ai lavori – la consultazione rischia di diventare l’occasione per molti cittadini di mandare un messaggio chiaro e inequivocabile alla leader del centrodestra e Presidente del Consiglio.
Cittadini che continuano ad aspettare salari più dignitosi, oggi fanalino di coda in Europa, una riforma previdenziale che riporti a livelli più umani l’età pensionabile, una sanità pubblica davvero in grado di curare tutti, città e strade più sicure.
Il messaggio è semplice:
Cara Giorgia,se continui su questa strada, sarà difficile che alle prossime elezioni politiche ti rinnoveremo il voto per consentirti di restare alla guida del Paese.
Il post della Meloni sul Referendum: “Andate a votare Sì”!
“Il 22 e il 23 marzo sarete chiamati a votare il referendum per confermare o meno la riforma della giustizia che il governo ha proposto.
Si è creato un clima di forte confusione, polemiche, semplificazioni slogan e talvolta informazioni parziali o peggio completamente distorte. Per questo ho provato a spiegare i punti della riforma e perché è importante andare a votare e votare sì, a favore della riforma. E’ una riforma che riguarda tutti gli italiani”. Lo dice la premier Giorgia Meloni che ha postato un video sui social con l’obiettivo di spiegare “cosa c’è davvero nella riforma della Giustizia: 13 minuti per fare chiarezza e rispondere alle banalizzazioni e alle troppe bufale messe in circolazione”, sottolinea.
“Il vero problema che ha la sinistra con questa riforma è che noi liberiamo i magistrati dal controllo e dal condizionamento, perché la sinistra ha sempre usato la giustizia quando non riusciva a vincere le elezioni e questa riforma rompe quel meccanismo ma non per sostituirlo con magistrati controllati dalla destra ma con magistrati liberi da tutti e che potranno fare carriera perché sono bravi”.
La tesi secondo cui la riforma della giustizia aumenta il “controllo dell’esecutivo” sui magistrati è “fantascienza, è una menzogna perché la riforma fa l’esatto contrario è stata fatta per liberare i magistrati dalla politica”, aggiunge.
“Vi dicono andare a votare per mandare a casa il governo, non conta quello che dice la riforma dicono. Consiglio di non cadere nella trappola: usano lo scudo del governo perché non vogliono una riforma che considero sacrosanta. Ma il governo non si dimetterà in caso di vittoria del No. Abbiamo scritto che avremmo fatto una serie di riforme ma ora aspetta agli italiani decidere, noi vogliamo arrivare al fine della Legislatura e essere giudicati dagli italiani allora. Oggi si vota sulla giustizia e non sulla politica”, aggiunge.


