L'11 tappa della Vuelta a España 2025 non ha avuto un vincitore. Una decisione senza precedenti, presa dagli organizzatori dopo che un gruppo di manifestanti pro-Palestina ha creato disordini sul traguardo di Bilbao.
"A causa di incidenti all'arrivo, abbiamo deciso di prendere i tempi a tre chilometri dal traguardo. Non ci sarà un vincitore di tappa", è stato l'annuncio del direttore di corsa su Radio Vuelta. Rimangono invece validi i punti per la classifica degli scalatori e per lo sprint intermedio.
La frazione, lunga 157,4 km con partenza e arrivo a Bilbao, è stata interrotta quando mancavano circa 20 km al termine. Jonas Vingegaard (Visma–Lease a Bike), leader della classifica generale, e il britannico Tom Pidcock (Q36.5 Pro Cycling Team) erano riusciti a staccarsi dal gruppo, ma il loro sforzo non è stato premiato con una vittoria ufficiale.
L'episodio si inserisce in una scia di proteste che già nelle tappe precedenti avevano messo a rischio l'incolumità dei corridori. La CPA (Professional Cyclists' Association) aveva lanciato l'allarme chiedendo maggiori misure di sicurezza dopo che alcuni manifestanti avevano interrotto la cronosquadre della settimana scorsa, prendendo di mira in particolare il team Israel–Premier Tech.
"Tutti hanno diritto di protestare, ma non a scapito della sicurezza degli atleti", ha dichiarato l'associazione. "È inaccettabile che azioni irresponsabili e pericolose di una minoranza mettano a rischio la vita dei corridori".
Martedì, nella tappa 10, Simone Petilli (Intermarché–Wanty) era finito a terra per evitare i manifestanti: "Capisco la situazione, ma ieri sono caduto a causa di una protesta in strada", ha scritto su X. "Noi siamo solo ciclisti che fanno il proprio lavoro. Se continua così, la nostra sicurezza non è più garantita".
A seguito di ciò, secondo quanto riportato da diversi media europei, alcune squadre partecipanti alla Vuelta starebbero prendendo in considerazione la possibilità di chiedere l'esclusione del team Israel–Premier Tech.
Un giornalista tedesco ha riferito che i rappresentanti di vari team avrebbero intenzione di incontrare gli organizzatori per discutere la situazione, dopo che le tappe sono state interrotte già quattro volte a causa delle manifestazioni dove i contestatori hanno sventolato bandiere palestinesi e scandito slogan contro la presenza della squadra israeliana.
Nella tappa odierna, un gruppo di manifestanti ha preso di mira un veicolo di supporto del team Israel–Premier Tech, lanciando contro la carrozzeria un liquido rosso. Lungo il percorso, centinaia di persone hanno presidiato la strada sventolando bandiere palestinesi.
La Spagna e i Paesi Baschi in particolare hanno una lunga tradizione di mobilitazioni a sostegno della causa palestinese. Non sorprende, dunque, che la Vuelta — una tra le corse ciclistiche più seguite al mondo — sia diventata terreno di protesta, con i manifestanti decisi a sfruttare la visibilità internazionale dell'evento per esercitare pressione sul team israeliano e sugli organizzatori.
Per ora, la direzione di corsa non ha commentato ufficialmente l'ipotesi di esclusione del team, ma la questione sarà inevitabilmente al centro delle prossime riunioni tra organizzatori e squadre.


