Premessa obbligatoria: una persona indagata non è colpevole fino a sentenza definitiva.
Ma l’accusa resta pesante.
Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi è indagato per concorso in frode sportiva.
Sul tavolo ci sono partite dello scorso campionato.
Cè anche Inter-Verona del 2024, con quella gomitata di Bastoni su Duda che ha fatto esplodere polemiche.
C'è Udinese-Parma del 2025, con un rigore che definire “dubbio” è quasi un eufemismo.
Ci sono i filmati della sala VAR: immagini che non chiariscono, ma anzi aumentano i dubbi.
Ci sono nel mirino altre partite, il sospetto è che non sia finita qui. Che possano emergere altri episodi, altre partite ancora.
Sì, parliamo della scorsa stagione. E sì, questo campionato non dovrebbe essere coinvolto.
Ma i dubbi restano, eccome, perché il designatore arbitrale è stato sempre lo stesso.
I presupposti per un nuovo terremoto ci sono tutti. Eccome se ci sono.
E allora le domande diventano inevitabili: verranno coinvolte anche le società o si limiteranno a qualche tesserato?
Arriveranno penalizzazioni? Peggio ancora, retrocessioni?
O finirà tutto in una bolla di sapone?
Nel frattempo Rocchi si è autosospeso. Atto dovuto, più che scelta.
Arriverà un processo penale, probabilmente anche quello sportivo, che come al solito correrà più veloce.
Una storia già vista. Purtroppo.
Perché questa inchiesta ha un retrogusto fin troppo familiare.
Sono passati vent’anni, ma la sensazione è quella di essere tornati all’inizio di Calciopoli.
Stessa accusa. Ombre simili.
Un clima che si fa rovente.
Quello che più ci rattrista è che il calcio italiano continua a farsi male da solo.
Anno dopo anno, scandalo dopo scandalo, la credibilità crolla.
E la cosa più grave è che ormai non sorprende più nessuno.
Il campo? Ora passerà in secondo piano.
Come sempre, quando c’è di mezzo l’ennesimo caos.
E francamente siamo stanchi di questo...
Fonte: Calcio Totale pagina Facebook


