Montreal avanza soffrendo, Colorado avanza travolgendo: due modi opposti di restare vivi nei playoff NHL, un’unica costante — l’imprevedibilità assoluta della post‑season.

I Montreal Canadiens strappano gara‑7 ai Tampa Bay Lightning per 2‑1 al termine di una partita paradossale, dominata per lunghi tratti dai Lightning. Montreal segna due volte in nove tiri totali, entrambe le reti frutto di deviazioni fortunose e, di fatto, di due autogol avversari. Dopo il vantaggio iniziale, la squadra di St. Louis scompare dal ghiaccio per oltre 25 minuti, incapace perfino di tirare nel secondo periodo. Tampa pareggia con un siluro di Dominic James in power play e continua a martellare, ma nel terzo periodo un’iniziativa insistita dei Canadiens porta al 2‑1 di Newhook, con Vasilevskiy che si ritrova il puck in rete dopo un rimbalzo beffardo. L’assalto finale dei Lightning, anche in 6 contro 4 negli ultimi secondi, non cambia il destino: Montreal chiude la serie 4‑3 e sfiderà Buffalo.

All’opposto, i Colorado Avalanche hanno aperto la semifinale di Western Conference contro i Minnesota Wild con un 9‑6 che sembra uscito da un’altra epoca. Gli Avalanche volano sul 3‑0 in due minuti, si fanno rimontare fino al 5‑4, poi riprendono il controllo grazie alla serata dominante di Toews e soprattutto di Cale Makar, decisivo con due gol e un assist dopo essere rientrato da un colpo subito nel primo periodo. Con 14 marcatori diversi e 15 reti complessive, la sfida entra nella storia recente della NHL e conferma la superiorità tecnica di Colorado, capace di colpire in ogni momento nonostante blackout improvvisi.