Genocidio a Gaza: il governo Meloni non è capace neanche di dire che va interrotta una partita di calcio, come quella tra Italia e Israele
Nicola Fratoianni (AVS), Camera dei Deputati, mercoledì 6 agosto 2025:
"Intervengo, a nome del mio gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, per chiedere un'informativa del Ministro degli Affari esteri e della Presidente del Consiglio, ma - mi permetta - qualcosa in più di un'informativa, per chiedere che le Aule del Parlamento dedichino una sessione della loro discussione a quello che sta accadendo in Medio Oriente, a Gaza.Davvero non so più che cosa dire, è difficile anche trovare le parole utili, giorno dopo giorno, per descrivere una situazione la cui evoluzione ruba persino il tempo del pensiero. Ma è un'evoluzione tutta disastrosa: è la catena di un orrore che sembra non avere fine. È un orrore materiale quello che si scarica sui corpi disperati dei palestinesi e delle palestinesi, prigionieri di questa enorme prigione a cielo aperto, senza via di scampo, dove non c'è più nulla in piedi, tranne ombre che si muovono nella disperata ricerca di uno spazio di sopravvivenza.Penso alle palestinesi e ai palestinesi della Cisgiordania, che vedono, anche loro, ora dopo ora, giorno dopo giorno, ridursi il loro spazio vitale. Le loro case vengono abbattute, le loro terre vengono bruciate o rubate dai coloni illegali, che si presentano così, da un momento all'altro, e con una pistola in mano uccidono un palestinese che in quella terra ha sempre vissuto. Lo uccidono senza alcuna ragione. E succede che, poco dopo, arrivi l'Esercito israeliano e, invece di arrestare quell'assassino, arresti 13 persone della famiglia dell'ucciso, liberando poco dopo il suo assassino, come se avesse rubato un ortaggio.Di fronte a tutto questo, di fronte a questo orrore, al genocidio, alla deportazione, alla pulizia etnica - ed è utile ogni volta ripetere queste parole, una dopo l'altra, perché nessuno si dimentichi quello che sta accadendo -, occorrerebbe qualcosa. Per molto meno, nella nostra storia, sono state fatte guerre, le guerre umanitarie, si sono formate grandi coalizioni internazionali che andavano a bombardare chi era responsabile di quello che accadeva. Io sono notoriamente un pacifista. La mia storia e la storia dei miei compagni, delle mie compagne e di questo gruppo è la storia dei pacifisti e delle pacifiste, sempre contro le guerre umanitarie. Ma anche questo pacifismo vacilla, perché, di fronte a questo, a un certo punto viene da pensare: perché non lo fate qui, perché qualcuno non interviene ora. Invece, non siamo capaci neanche di dire che va interrotta una partita di calcio, come quella tra Italia e Israele - nemmeno questo siamo in grado di dire -, che gli atleti israeliani non dovrebbero più competere nel circuito internazionale e che servono delle sanzioni. Non siamo in grado come istituzioni, anzi non siete in grado, perché voi avreste il potere di farlo e voi avete il dovere di fare qualcosa. Non siete neanche in grado di questo, non di un intervento militare, neanche di questo; siete in grado soltanto di ripetere parole vuote e gli appelli alla moderazione. È intollerabile. Ogni tanto aggiungete qualche tono di indignazione un po' più alto, ma al quale mai segue un atto - uno - in grado di isolare il criminale di guerra Netanyahu, di fargli sentire la pressione internazionale e di dire “basta”. Ripetete: noi siamo amici, gli dobbiamo parlare. Amici di chi? Perché siamo amici di Israele? Perché? Non siamo di fronte a un'entità astratta, a un insieme di valori astratti, a una storia passata: siamo di fronte, qui e ora, a un comportamento criminale, ai crimini di guerra, ai crimini contro l'umanità. Non siamo amici di chi compie crimini contro l'umanità, di chi compie un genocidio, non possiamo esserlo e dovremmo essere conseguenti.Ho finito. Ancora una volta, quasi disperatamente - anzi, con una disperazione crescente, che è quella di chiunque con una coscienza guarda impotente a questo genocidio, in diretta televisiva e in diretta social, ma voi non sareste impotenti -, fate qualcosa. Io ve ne prego: fate qualcosa, voi che potete".
E poi Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini, ecc. dicono di non essere complici del genocidio attuato a Gaza dallo Stato Canaglia di Israele.