dati del Viminale aggiornati al 9 febbraio 2026 non lasciano spazio a interpretazioni: gli sbarchi sono crollati del 56,38% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da inizio anno sono giunti sulle nostre coste 1.813 migranti, a fronte degli oltre 4.100 del 2025. Un dimezzamento netto che certifica il successo della linea del governo contro i trafficanti di uomini. Secondo i dati del Viminale aggiornati al 9 febbraio, si sono imbarcati soprattutto dalla Libia (1.386), così come lo scorso anno (3.861). Dalla Tunisia sono partiti in 221, mentre dall’Algeria 206, per arrivare nella maggior parte dei casi in Sicilia (1.444), a seguire in Sardegna (2026) e in Liguria (69). Tra le principali nazionalità di provenienza dei migranti Bangladesh, Algeria, Sudan ed Egitto. Insomma anche qui la narrazione che vuole far passare una certa opposizione sembra cozzare contro i dati che invece parlano di un contrasto alla immigrazione irregolare che sta producendo eccome i suoi effetti positivi.  Non è un caso che, proprio oggi, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sia volato a Tripoli per incontrare l’omologo libico Imad Trabelsi.

Il messaggio è chiaro: la cooperazione bilaterale non si ferma. L’Italia continua a investire nel capacity building e nel controllo delle frontiere terrestri e marittime libiche, potenziando i programmi di rimpatrio volontario assistito. È questa la strategia necessaria a impedire stragi del mare e a depauperare il potere (e l’arricchimento sulla pelle dei migranti) dei trafficanti di esseri umani. La direttiva? Fermare le partenze alla radice, stabilizzando i flussi nel Mediterraneo centrale. Al centro dell’incontro internazionale tra i due ministri di settore, per un confronto sui principali dossier di comune interesse – con particolare riferimento al contrasto dell’immigrazione illegale e al potenziamento della cooperazione bilaterale in materia di sicurezza – l’esigenza di proseguire nel percorso di collaborazione avviato in questi tre anni.

 Per mercoledì è atteso in Consiglio dei Ministri un nuovo, corposo disegno di legge sui migranti, annunciato dalla premier Giorgia Meloni che dovrebbe avere all'interno alcune importanti novità che potrebbero diventare come un modello per tutta Europa. Il provvedimento infatti, da un lato recepirà il Patto europeo su asilo e immigrazione, mandando definitivamente in soffitta il fallimentare Regolamento di Dublino. E introducendo procedure di esame e rimpatrio ultra-rapide. Dall’altro, il Ddl conterrà norme ancora più stringenti per stroncare l’immigrazione illegale. Tra le ipotesi più concrete spicca quella del cosiddetto “blocco navale”, inteso come difesa attiva dei confini nazionali e controllo rigoroso delle frontiere esterne. L’obiettivo è il riordino complessivo della normativa per garantire che chi non ha diritto di stare in Italia venga espulso senza indugi. Insomma, il governo è pronto a tornare alla carica sul fronte dell’immigrazione.

Nel Consiglio dei ministri previsto per la mattinata di mercoledì potrebbe arrivare il nuovo disegno di legge sui migranti, annunciato dall’esecutivo. Non c’è ancora la certezza, ma in queste ore si sta lavorando affinché il testo approdi sul tavolo del Cdm. Fonti di governo, interpellate sul tema, spiegano che nel provvedimento dovrebbero confluire sostanzialmente due elementi: le norme necessarie a recepire in Italia il nuovo Patto europeo su asilo e immigrazione, cioè il disegno di legge su cui si stava lavorando a dicembre. E alcune disposizioni in materia di immigrazione stralciate dal pacchetto sicurezza approvato la scorsa settimana. Il dettaglio delle misure escluse da quel pacchetto e ora destinate a essere inserite nel nuovo provvedimento non è però ancora definito. In base alle dichiarazioni pubbliche del ministro dell’Interno Matteo Piantandosi, è probabile che tra le norme in arrivo vi sia anche quella sul cosiddetto “blocco navale“.

«Arriva la prossima settimana un provvedimento interamente dedicato al tema dell’immigrazione, nel quale ci saranno norme molto importanti per fermare soprattutto l’immigrazione illegale», aveva detto la premier Giorgia Meloni ai microfoni di Dritto e rovescio giovedì scorso, dopo il Cdm che ha dato il via libera al pacchetto sicurezza.



Integrazione della redazione di Fai Informazione:

Potrebbero essere 1000 le persone disperse in mare durante il ciclone Harry
_ 02/02/2026

Nuove testimonianze raccolte da Refugees in Libya e Tunisia. È chiara la mancanza di informazioni e iniziativa da parte delle Autorità di Malta e Italia.
https://mediterranearescue.org/it/news/potrebbero-essere-1000-le-persone-disperse-in-mare-durante-il-ciclone-harry

Secondo le informazioni trasmesse attraverso i dispacci Inmarsat dall’MRCC (il Centro per il coordinamento del soccorso marittimo) di Roma e segnalate per la prima volta dal giornalista Sergio Scandura, almeno 380 persone risultano disperse in mare al 24 gennaio. ...