Il Governo rilancia la strategia contro l’antimicrobico-resistenza e mette sul tavolo risorse consistenti: 120 milioni di euro per il Piano Nazionale di Contrasto e altri 100 milioni destinati allo sviluppo degli antibiotici cosiddetti “reserve”, fondamentali contro i batteri multi-resistenti.

A ribadire l’impegno è stato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, intervenuto all’evento “Antimicrobico-resistenza: dalla strategia italiana alla governance europea”, promosso da Michele Picaro insieme ai giovani farmacisti di Fenagifar.

“La lotta all’antimicrobico-resistenza è una sfida globale che impone una visione strategica capace di superare l’approccio emergenziale e costruire una governance stabile, fondata su prevenzione, innovazione e uso appropriato degli antibiotici”, ha dichiarato Gemmato.

Il nodo è chiaro: l’abuso e l’uso scorretto degli antibiotici continuano a rappresentare un problema, soprattutto in alcune aree del Paese, con criticità più marcate nel Mezzogiorno. Per questo l’Italia si è dotata di un Piano Nazionale finanziato con 120 milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare l’appropriatezza prescrittiva e ridurre il ricorso improprio ai farmaci antimicrobici.

Accanto a questo strumento, la legge di bilancio dello scorso anno ha previsto un fondo da 100 milioni di euro per incentivare la ricerca e lo sviluppo di antibiotici “reserve”. Si tratta di molecole da utilizzare come ultima linea di difesa contro i germi resistenti, oggi sempre più diffusi e difficili da trattare. L’obiettivo è stimolare l’innovazione in un settore che negli ultimi anni ha visto un rallentamento degli investimenti, nonostante l’urgenza sanitaria.

La strategia italiana si inserisce inoltre nell’approccio “One Health”, che considera salute umana, animale e ambientale come parti di un unico sistema. In questa prospettiva, il Governo punta a rafforzare la collaborazione con il Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare per garantire un uso controllato degli antimicrobici lungo tutta la filiera zootecnica, riducendo il rischio di diffusione di resistenze attraverso l’allevamento e la produzione alimentare.

A completare il quadro, il lavoro sul Testo unico della legislazione farmaceutica, che mira ad armonizzare l’intero settore entro la fine della legislatura. Tra i principi cardine c’è anche la promozione della produzione nazionale di principi attivi, una scelta che punta a rafforzare l’autonomia strategica del Paese e a sostenere la risposta contro l’antimicrobico-resistenza.

La linea è tracciata: meno emergenze e più programmazione, meno abuso di antibiotici e più ricerca mirata. La sfida è globale, ma la risposta – nelle intenzioni del Governo – vuole essere strutturale e di lungo periodo.