Accordo strategico tra Zes unica e ABI, per rafforzare ulteriormente uno strumento di grande successo
Due anni dopo la sua istituzione, la Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno si conferma come uno dei principali strumenti di politica pubblica per favorire lo sviluppo economico del Sud Italia, rafforzando il tessuto produttivo e attirando investimenti sia nazionali sia esteri.
Secondo i dati più recenti elaborati dalla Struttura di missione ZES unica, seguendo la metodologia di analisi di The European House-Ambrosetti, al 5 febbraio 2026 sono state rilasciate 1.080 Autorizzazioni uniche grazie alle quali si stima un impatto economico complessivo di circa 54 miliardi di euro. Tale importo comprende non solo gli investimenti diretti delle attività autorizzate, ma anche gli effetti indiretti e indotti sull’economia locale e nazionale.
Non meno significativo è l’impatto sull’occupazione: gli investimenti autorizzati sosterranno e genereranno nuova occupazione in tutto il territorio della ZES unica. Agli oltre 19.000 occupati diretti si aggiungono gli occupati indiretti e indotti, per un totale complessivo di oltre 54.000 posti di lavoro. Questo incremento costituisce un importante contributo al mercato del lavoro nel Sud, con potenziali effetti positivi anche sulle dinamiche demografiche e di mobilità interna.
Un successo davvero sorprendete nelle sue dimensioni, considerando che si sono superate, come detto, le 1000 autorizzazioni uniche rilasciate, un traguardo che francamente pochi pensavano potesse essere raggiungibile in cosi poso tempo. Ma il lavoro che la struttura di missione messa in campo dall'ex ministro degli affari europei, Raffaele Fitto, e guidata con grande solerzia dall'avvocato campano, Giosy Romano, ha dimostrato come la semplificazione dei processi e la sburocratizzazione possono essere uno delle chiavi per lo sviluppo economico dell'intero paese, come sostenuto anche di recente dal presidente della Confindustria, Emanuele Orsini.
In tema di ZES Unica, poi occorre dire che con il Provv. AE 16 febbraio 2026 n. 56564 l'Agenzia delle Entrate ha approvato il modello per richiedere il contributo extra del 14,6%: domande dal 15 aprile al 15 maggio 2026. Il contributo è riservato alle imprese che soddisfano i seguenti requisiti:
hanno presentato validamente la Comunicazione integrativa tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025;
hanno realizzato investimenti nella Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno entro il 15 novembre 2025;
non hanno ottenuto, per gli stessi investimenti, il credito d'imposta "Transizione 5.0" (previsto dall'art. 38 DL 19/2024);
possiedono una partita IVA attiva al momento dell'invio della domanda.
Per quanto riguarda i settori che trainano gli investimenti, i più rilevanti continuano ad essere: Elettronica & ICT, Made in Italy di qualità, Agroalimentare & Agroindustria, Automotive, Turismo; che complessivamente rappresentano circa il 72% degli investimenti complessivi autorizzati. Questo indica non solo una forte diversificazione dell’economia, ma anche un orientamento verso attività ad alto contenuto tecnologico e a valore aggiunto.
Una delle finalità strategiche più ambiziose della Zona Economica Speciale (ZES) è quella di diventare una piattaforma attrattiva per investitori stranieri, non solo per imprese italiane già consolidate ma anche per capitali internazionali che guardano al nostro territorio come sede di nuove iniziative produttive.
Un passo importante nell’evoluzione della Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno è stato compiuto con l’approvazione della Legge 18 novembre 2025, n. 171, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 19 novembre 2025 ed entrata in vigore il 20 novembre 2025. Con questa legge si sancisce l’estensione del perimetro della ZES unica alle regioni Marche e Umbria, allargando così il territorio potenzialmente interessato agli strumenti di semplificazione amministrativa e agevolazioni fiscali pensati per stimolare gli investimenti.
Proprio in ragione di tale classificazione, il Credito di Imposta per queste due regioni è limitato a quei territori di cui all’art. 107, lett. c., del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, indicati nella Carta di Stato degli aiuti a finalità regionale.
La legge n. 171/2025 introduce per Marche e Umbria le stesse misure di semplificazione e agevolazione già operative nel perimetro originario della ZES unica e cioè:
Autorizzazione Unica, che consente alle imprese di ottenere, mediante un’unica istanza tramite lo Sportello Unico Digitale (SUD ZES), un unico provvedimento che sostituisce tutti i principali titoli abilitativi necessari per insediarsi o espandersi, con procedure telematiche snelle e tempi ridotti.
Credito d’imposta per investimenti strumentali, a sostegno dell’acquisto di beni strumentali in aree ZES, con percentuali che variano in relazione alle dimensioni dell’impresa.
L’estensione della ZES unica non è solo un ampliamento geografico: essa rappresenta un modello di crescita economica inclusiva, concepito per offrire opportunità a territori che, pur non essendo tradizionalmente considerati nell’ambito delle politiche meridionali, affrontano sfide strutturali comuni, come la perdita di competitività industriale o la necessità di rinnovare le filiere produttive.
Per le Marche e l’Umbria, regioni con un tessuto economico fondato su piccole e medie imprese e su produzioni specializzate, l’accesso alla ZES unica può costituire una leva strategica per attrarre investimenti, creare occupazione qualificata e rafforzare la posizione competitiva nei mercati nazionali ed esteri.
In questo contesto di evoluzione e potenziamento dello strumento ZES si inserisce il protocollo d’intesa tra la Struttura di Missione ZES unica e l’Associazione Bancaria Italiana firmato il 5 febbraio, dal Coordinatore della Struttura di Missione, Giuseppe Romano, e il Direttore Generale dell’ABI, Marco Elio Rottigni.
“Con questo accordo – afferma Romano – puntiamo a rafforzare in modo strutturato il collegamento tra le politiche pubbliche e il sistema bancario, così da rendere più efficace l’utilizzo delle agevolazioni disponibili e, allo stesso tempo, migliorare concretamente l’accesso al credito per le imprese che scelgono di investire nei territori della ZES.”
L’accordo prevede anche l’istituzione di un Tavolo permanente di confronto tra istituzioni e settore bancario, con l’obiettivo di intercettare i fabbisogni delle imprese e rendere più efficaci gli strumenti finanziari a sostegno degli investimenti produttivi nel perimetro della ZES unica.