Al Congresso EAS 2026 emergono evidenze che ampliano la comprensione clinica dell’acido bempedoico, confermandone l’utilità in diversi profili di pazienti con dislipidemia e rischio cardiovascolare elevato. Le nuove analisi presentate a Monaco di Baviera integrano risultati di studi controllati e dati di real‑world, offrendo un quadro più completo dell’efficacia del trattamento.
Le analisi post‑hoc dello studio CLEAR Outcomes mostrano una riduzione significativa non solo dei livelli di LDL‑C, ma anche dell’incidenza di eventi cardiovascolari come ictus e tromboembolismo venoso. Un risultato rilevante perché ottenuto in popolazioni spesso difficili da trattare o non adeguatamente controllate con le terapie standard.
Parallelamente, il registro MILOS conferma nella pratica clinica ciò che gli studi avevano già suggerito: l’acido bempedoico mantiene un profilo di efficacia e sicurezza coerente in diversi Paesi europei, indipendentemente dalla terapia di base. Le sotto‑analisi indicano benefici anche in associazione a regimi terapeutici eterogenei, un aspetto cruciale per i pazienti che non raggiungono i target raccomandati.
Un ulteriore contributo arriva dai dati su pazienti pediatrici con ipercolesterolemia familiare, che ampliano la prospettiva d’uso in gruppi tradizionalmente poco rappresentati. «Molti pazienti restano lontani dagli obiettivi di LDL‑C», ricorda il professor Maurizio Averna, sottolineando l’importanza di evidenze solide per supportare le decisioni cliniche.
Le presentazioni a EAS 2026 confermano così il valore di un approccio terapeutico flessibile, basato su dati robusti e applicabile a un’ampia varietà di pazienti. (Foto di Polina Tankilevitch per Pexels)


