Ferrovie: Ciccioli (FdI, ecr), “Rivedere le regole: costi troppo alti, rischio declino industriale"
" Costi troppi altri per le ferrovie, che mettono a rischio la competitività delle nostre ferrovie europee" Lo ha dichiarato l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Carlo Ciccioli, e mebro della commissione Tran del Parlamento europeo, a margine dell’evento “Powering Europe’s rail future: From supply risks to strategic autonomy – securing materials and technologies behind rail innovation”, ospitato insieme a Francesco Torselli e Francesco Ventola al Parlamento europeo. Ciccioli sostiene che la vicenda ferroviaria europea racconta un “declino” legato alla rinuncia alla competitività, alla mancata produzione e sviluppo di materie critiche e tecnologie e a regole e burocrazie che aumentano eccessivamente i costi. “Serve una rete ferroviaria capillare per collegare i piccoli territori”, dice ancora ciccioli che rimarca anche il ritardo del corridoio adriatico, in termini di trasporti" aggiunge l'eurodeputato meloniano
“Il Medio Oriente ha il petrolio, la Cina ha le terre rare”. Quando Deng Xiaoping, leader della Repubblica Popolare Cinese dal 1978 al 1989, pronunciò queste parole nessuno immaginava ancora tutte le implicazioni (industriali, militari, infrastrutturali e geopolitiche) del tema legato alle terre rare. Oggi, a maggior ragione mentre si ragiona sui costi dell’autonomia strategica e della sovranità, serve imprimere un’accelerazione verso l’indipendenza dell’Ue. Creatività, iniziativa e intraprendenza sono i tre elementi che Margaret Thatcher, Primo Ministro britannico per undici anni, metteva in risalto. Anche di questo si è parlato al Parlamento europeo con gli eurodeputati di Ecr/Fdi Ciccioli, Torselli e Ventola. Il progetto di R&S ha mirato a dare risposta alla domanda-chiave: vi saranno sufficienti materie prime e componenti per produrre le innovazioni ferroviarie che l’Unione Europea attende per trasformare il sistema ferroviario europeo in ottica digitale, green e resiliente al cambiamento climatico. In quanto tale, il progetto si inquadra negli sforzi della Ue di accrescere la propria autonomia e resilienza industriale, in epoca di rincorsa dei paesi alle risorse critiche quali minerali e semiconduttori.
Per cui non è sufficiente – secondo il rapporto – la sola trasformazione del settore ferroviario, al netto dei corposi investimenti da parte della Commissione europea e delle industrie europee ma è vitale capire come le tecnologie critiche dipendono dall’intensità dei materiali rari: e programmare di conseguenza. È un dato di fatto che le forniture ferroviarie risentono dell’eccessiva dipendenza europea per quanto riguarda le materie prime critiche e i componenti, nonché delle continue e molteplici interruzioni dovute alle crisi in cui viviamo. Creare una catena del valore europea delle materie prime (che parta dall’esplorazione, passi dall’estrazione e continui per lavorazione, riciclo) è, paradossalmente, ancora più importante delle stesse infrastrutture da costruire.
L’accesso alle materie prime quindi è fondamentale per lo sviluppo ferroviario europeo, secondo Ciccioli che è il coorganizzatore dell'evento e che molto attento alla questione legate ai trasporti ferroviari e marittimi,, in commissione è nota da tempo la sua tenacia nel perorare la causa per la realizzazione dello strategico corridoio Adriatico baltico, vera opportunità di sviluppo economico per tutta la regione adriatica. E questo entra in pieno nella tesi portata vanti da lui e dai suo colleghi di partito, secondo cui se l’Ue vuole evitare il declino della sua impresa deve rivedere il suo trasporto ferroviario, con dei sistemi in grado di muovere persone e merci e che alle spalle abbiano un’industria competitiva.. “Le idee politiche non sono le stesse, ma sotto questo punto di vista non posso che concordare con Mario Draghi ed Enrico Letta”, ha detto ancora Ciccioli. “Oggi le ferrovie sono una valvola di sfogo per la crisi che il trasporto tradizionale sta vivendo, soprattutto in riferimento ai costi energetici, elettricità inclusa – ha aggiunto Torselli – Siamo convinti che il tema del futuro sarà chi dovrà gestire le reti ferroviarie dell’Unione europea: per soddisfare i bisogni di questo settore abbiamo la necessità di avere il controllo di materie prime e tecnologie di cui attualmente non siamo in possesso”.