Mettere i territori al centro della nuova agenda europea, trasformando la coesione in una leva di competitività, crescita e sviluppo locale. È questo il senso politico e istituzionale del seminario “La forza dei territori – Coesione e competitività: la sfida italiana per l’Europa”, organizzato dalla delegazione di Fratelli d’Italia-ECR al Parlamento europeo, in programma venerdì 10 luglio, dalle ore 10, al Crowne Plaza Rome St. Peter’s di Roma. L’iniziativa si svolgerà a porte chiuse, con punti stampa dedicati ai protagonisti dell’evento.

L’appuntamento riunirà rappresentanti di Fratelli d’Italia nelle istituzioni europee, nel Governo nazionale, nelle Regioni e negli enti locali, con l’obiettivo di aprire un confronto sulle prospettive della politica di coesione, sulla competitività dei sistemi territoriali e sul ruolo dell’Italia nel nuovo ciclo delle politiche dell’Unione europea. Un tema che assume particolare rilevanza in una fase in cui l’Europa è chiamata a ridefinire le proprie priorità tra crescita economica, transizione industriale, infrastrutture, demografia, aree interne e riequilibrio territoriale.

Ad aprire i lavori, alle 10.30, saranno Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-ECR al Parlamento europeo, Giovanni Donzelli, responsabile del Dipartimento Organizzazione di FdI, Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera, e Lucio Malan, capogruppo al Senato. A seguire è previsto l’intervento del ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, introdotto da Denis Nesci, coordinatore del gruppo ECR nella Commissione REGI del Parlamento europeo.

Il cuore dell’iniziativa sarà rappresentato dai tavoli tematici paralleli, introdotti dagli eurodeputati di FdI, pensati come momento di lavoro e confronto tra livelli istituzionali diversi. L’idea di fondo è quella di rafforzare il raccordo tra Bruxelles, Roma, le Regioni e i Comuni, affinché la politica di coesione non sia percepita soltanto come distribuzione di risorse, ma come strumento strategico per rendere più forti le comunità locali, sostenere le imprese, migliorare i servizi e contrastare gli squilibri territoriali.

La sessione pomeridiana, dalle ore 14, vedrà gli interventi di Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, e Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea. Il keynote speech di Fitto sarà introdotto da Francesco Ventola, vicepresidente della Commissione REGI del Parlamento europeo.

Tra gli interventi programmati figurano anche quelli di Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila e coordinatore nazionale Enti Locali di FdI, Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo e presidente del gruppo ECR presso il Comitato europeo delle Regioni, Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, e Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno con delega agli Enti locali. La conclusione dei lavori sarà affidata a Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo ECR al Parlamento europeo.

Il seminario assume così il valore di una piattaforma politica sulla “filiera dei territori”: amministratori locali, Regioni, Governo ed Europa chiamati a lavorare insieme per una coesione più moderna, meno burocratica e più orientata ai risultati. Per FdI-ECR, la sfida è costruire un’Europa capace di parlare non solo alle capitali e ai grandi centri urbani, ma anche alle province, alle aree interne, alle zone colpite da crisi industriali o calamità, ai territori che chiedono infrastrutture, servizi, lavoro qualificato e opportunità per i giovani.

In questo quadro, “La forza dei territori” diventa anche un messaggio politico: la competitività europea non può prescindere dalla vitalità dei suoi territori. Senza comunità locali solide, senza amministratori coinvolti e senza una politica di coesione capace di accompagnare sviluppo, investimenti e radicamento produttivo, il rischio è quello di un’Europa sempre più sbilanciata. L’Italia, con la sua rete di borghi, città medie, distretti produttivi e aree interne, può invece proporre un modello fondato su identità, crescita e prossimità istituzionale.