“Oggi sto bene, vivo con tranquillità. Ma è come se mi avessero archiviato.
Per mille motivi mi sono trovato fuori dai giochi: ho conosciuto soddisfazioni, ma i colpi bassi hanno pesato di più. Non ho mai avuto procuratori a spingermi, e senza protezioni in questo mondo sei invisibile.
Guardo altri allenatori: vengono mandati via e dopo pochi giorni trovano un’altra panchina. Io no. Non mi lamento, non è nel mio stile: prendo atto e basta.
Non dimentico il primo giorno a Trigoria con Totti: lui era un ragazzino di 15 anni, io un uomo di 27. Bastò uno sguardo per capire che era speciale, diverso da tutti.
Eppure, una ferita me la porto dentro: quando Francesco fu dirigente della Roma, sapeva che a due passi c’era uno come me, pronto ad allenare persino gratis. Ma nessuno bussò alla mia porta.”
Giuseppe Giannini


