Politica

Migranti, in Europa passa la “Linea Meloni”

L’Europa cambia passo sull’immigrazione. Con l’approvazione delle modifiche al regolamento sulle procedure di asilo e l’introduzione di un elenco Ue dei “paesi di origine sicuri”, il Parlamento europeo sancisce una svolta che era nell’aria da tempo: accelerare le procedure, aumentare i rimpatri, esternalizzare sempre più la gestione delle domande di protezione internazionale. I numeri del voto – ampie maggioranze, con il sostegno dei Popolari e di parte dei Socialisti – certificano che la linea securitaria non è più patrimonio esclusivo delle destre, ma un nuovo baricentro politico dell’Unione.

La logica è chiara: ridurre l’attrattività del sistema europeo di asilo, snellire l’esame delle domande considerate “manifestamente infondate”, rafforzare il concetto di “paese terzo sicuro”. Se un richiedente asilo ha transitato in un paese ritenuto sicuro, o vi ha legami familiari o culturali, potrà esservi rinviato. Se proviene da uno Stato inserito nella lista Ue – Bangladesh, Egitto, Tunisia, Marocco, Colombia, India, Kosovo e altri – la sua domanda avrà maggiori probabilità di essere respinta. E l’onere della prova si sposta in modo ancora più netto sulle sue spalle. 

La nuova normativa dell’Unione Europea, nota come Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo, entrerà ufficialmente in vigore a giugno 2026. Questa riforma punta a standardizzare le procedure di ingresso e asilo tra tutti gli Stati membri attraverso un sistema basato su quattro pilastri principali: sicurezza delle frontiere, procedure rapide, solidarietà obbligatoria e integrazione.
 
I Punti Chiave della Riforma.
Procedure di frontiera rapide: Introduzione di uno screening obbligatorio pre-ingresso per identificare rapidamente chi ha scarse probabilità di ottenere l’asilo, con l’obiettivo di accelerare i rimpatri direttamente dalle zone di confine.
Meccanismo di solidarietà obbligatoria: Gli Stati membri dovranno scegliere tra accogliere una quota di richiedenti asilo o versare un contributo finanziario (circa 20.000 euro per ogni persona non ricollocata) per sostenere i paesi sotto maggiore pressione migratoria, come l’Italia.
Concetto di “Paese Terzo Sicuro”: A febbraio 2026, il Parlamento Europeo ha approvato l’istituzione di una prima lista comune europea di Paesi di origine sicuri, facilitando il rigetto delle domande di asilo provenienti da queste nazioni.
Gestione delle crisi: Nuove regole per affrontare situazioni di arrivi massicci improvvisi, permettendo deroghe temporanee alle normali procedure di asilo per garantire la tenuta del sistema.
Rafforzamento dei rimpatri: Potenziamento della cooperazione con i paesi di origine e transito e maggiore operatività dell’agenzia Frontex per facilitare il ritorno di chi non ha diritto a restare nell’UE.
Parallelamente all’attuazione del quadro UE, il governo italiano ha approvato l’11 febbraio 2026 un nuovo Disegno di Legge (DDL) Migranti che introduce misure complementari.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, incassa e porta a casa le norme votate dal Parlamento europeo in materia migratoria: “Procedure più veloci per espellere gli stranieri condannati, se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano. Il blocco navale è una promessa mantenuta” ha detto la premier in un videomessaggio, postato sui social. “I numeri che abbiamo raggiunto in questi anni, -60% di sbarchi, +55% di rimpatri, ci incoraggiano a fare ancora meglio e vogliamo farlo“.

Il Consiglio dei ministri ha quindi approvato un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.

“E’ una opzione – continua la presidente del Consiglio – compatibile con le nuove regole europee, che l’Italia ha contribuito a formare, a dimostrazione che tutto il lavoro che abbiamo fatto finora sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno in Europa”. Tra l’altro, il provvedimento prevede “procedure più veloci per espellere gli stranieri condannati, ma si ampliano anche i casi in cui si può espellere uno straniero che delinque, aggiungendo reati come violenza a pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia: se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano”, sottolinea ancora Meloni.

Il testo si compone di due parti: la prima “introduce norme che entreranno in vigore a seguito della pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale; la seconda parte conferisce invece un’ampia delega al Governo per l’adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive UE e all’adeguamento ai nuovi regolamenti comunitari”.

Ecco i principali contenuti del provvedimento: 

 
‘Contrasto all’immigrazione illegale e blocco navale’ – Il testo “valorizza le misure di prevenzione alle frontiere, attuando una strategia di difesa dei confini che mira a ridurre drasticamente le partenze irregolari”.

‘Gestione delle crisi e interdizione delle acque territoriali’ – In “attuazione del Regolamento (UE) 2024/1359, vengono definite procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti, con la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale”.

‘Disciplina del trattenimento’ – Vengono normate “in modo compiuto le modalità di trattenimento dello straniero nelle more delle procedure di esame della domanda di protezione”.

‘Espulsione giudiziale’ – ”Si ampliano le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero ed è prevista una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti”.

‘Monitoraggio delle frontiere esterne’ – “Viene istituito un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee (Frontex) per il controllo dei confini marittimi e terrestri”.

‘Procedura di rimpatrio alla frontiera’ – ”Si introduce una procedura accelerata che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate”.

‘Requisiti stringenti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari’ – ”Per evitare l’uso strumentale delle norme sui legami familiari”, il disegno di legge “introduce criteri di maggior rigore rispetto agli attuali”.
‘Protezione complementare’ – “Sono definite con precisione le condizioni che dimostrano l’effettiva esistenza di vincoli familiari e di integrazione sociale”. L’accertamento “deve basarsi sulla natura effettiva dei legami, sulla durata del soggiorno nel territorio nazionale e sull’esistenza di legami familiari, sociali o culturali con il Paese d’origine, impedendo il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente”.

‘Ricongiungimenti familiari’ – La “delega al governo specifica i criteri per l’identificazione dei familiari che hanno titolo al ricongiungimento, al fine di limitare l’abuso dello strumento e di garantire che l’accesso ai benefici sia riservato a chi versi in condizioni di oggettiva vulnerabilità e privo di adeguato sostegno nel Paese d’origine”.

Autore Gregorio Scribano
Categoria Politica
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