Una domanda che gli opinionisti qualificati hanno il buongusto–il rigore professionale di non porre e si sprecano nell’inviare suggerimenti su cosa fare. Una domanda che devono avere buone ragioni di non porre gli opinionisti della stampa – del dibattito televisivo quotidiani. Una domanda certamente da disfattista ma giustificata anche da tre recentissime circostanze che meritano attenzione (in sintesi).
25 aprile – Festa di liberazione: tutti a celebrare la “Costituzione” dello Stato repubblicano - della nuova e più grande Impresa nazionale ma nessuno spiega chi ha contribuito a renderla così apparentemente sgangherata di fatto. Va in scena la solita variopinta minoranza (rispetto ai circa 60milioni di cittadini), più o meno facinorosa ma sorprendentemente partecipata da moltissimi giovani (così dicono), nelle più rappresentative città metropolitane in nome della Costituzione (così tutti dicono). Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipa alle celebrazioni, spiega la Costituzione dello Stato repubblicano ma non dice chi avrebbe dovuto impedire che l’Impresa repubblicana si sgangherasse e avrebbe dovuto informare i finanziatori-i contribuenti che l’Impresa si stava sgangherando. Il Premier - l’Amministratore delegato della Repubblica Giorgia Meloni fa l’eco al Presidente della Repubblica ma non dice chi avrebbe dovuto produrre dividendi per gli azionisti-per i contribuenti e, non solo non ne ha prodotti, ma ha portato l’Impresa repubblicana al disseto finanziario conclamato (è in Procedura di infrazione e non sa come rientrare). I Politici parlamentari - i Soci di maggioranza-di minoranza in rappresentanza dei contribuenti dell’Impresa repubblicana chiedono l’attuazione della Costituzione ma non dicono chi avrebbe dovuto attuarla e, non solo non l’ha attuata, ma ha scassato i conti al punto da renderla inattuabile e sono solo impegnati a spiegare ai contribuenti cosa dovrebbero fare Trump e la Ue.
23 aprile - Crans-Montana: la Politica riesce a trasformare un normale-corretto atto amministrativo in un incidente diplomatico internazionale. La sanità svizzera, finanziata dai contribuenti svizzeri (e attrezzata per giustificare ai contribuenti svizzeri i suoi costi) documenta-traccia-valorizza tutti gli interventi e, sul piano amministrativo, se l’utente non è contribuente svizzero, gira il conto delle prestazioni all’utente-al suo servizio sanitario nazionale. Un conto da 100 mila franchi (108 mila euro circa) per l’assistenza in strutture come quella di Sion, dove i ragazzi vittime del devastante incendio del Constellation (notte di Capodanno con 41 morti– tra cui sei italiani – e oltre 100 feriti) furono soccorsi prima del trasferimento in Italia. Ovviamente l’Italia, se fosse attrezzata come la Svizzera per documentare-tracciare-valorizzare gli interventi eseguiti per l’incidente al Costellation, potrebbe girare il contro-conto alla Sanità svizzera e, sempre ovviamente, chi ha dato di più incassa e chi ha dato meno paga. Evidentemente la Politica italica non ha preparato (o non è attrezzata per produrre) il contro-conto e, quindi, la Svizzera viene accusata di essere culturalmente arretrata ed un normale atto amministrativo, indipendente dalle valutazioni-dalle azioni attinenti alle responsabilità-ai danni dell’incidente, diventa caso diplomatico. Il Ministro degli esteri Tajani dichiara: la responsabilità è soltanto di chi gestiva il locale e di chi non ha fatto fare i controlli. Non c’è alcuna responsabilità italiana, devono pagare gli svizzeri. Mi pare che sia ovvio che non pagheremo”. Il Premier Meloni-l’Ad dell’Impresa Italia rifiuta l’ignobile richiesta con una dichiarazione che giustificherebbe un intervento militare: "apprendo da notizie di stampa che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all’Italia il pagamento delle esose spese mediche che l’ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell’incendio di Crans-Montana. Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata".
24 aprile – messaggio ai contribuenti italiani dal Consiglio informale Ue a Nicosia-Cipro: il problema della buona amministrazione dei conti è un problema nazionale e gli amministratori li eleggono i contribuenti nazionali. Non ci sono al momento emergenze a livello comunitario e quindi non sono possibili sospensioni del Patto di Stabilità o interventi comunitari di sostegno generalizzato. Il Premier Meloni che ha ereditato i conti dissestati ed ha finora rispettato il Piano di rientro deve rispettare il percorso correttivo (non sono ammessi scostamenti). Relativamente alla richiesta di flessibilità (da parte italiana e spagnola), “è effettiva la necessità di enormi investimenti nel settore energia ma la Ue ha messo a disposizione, con tutti gli strumenti europei, circa 300 miliardi di euro per investimenti in questo settore, di cui 95 miliardi non ancora usati. Di qui la necessità che gli Stati li usino”. E poi devono anche ricordarsi che devono incrementare il contributo al bilancio europeo per ripagare il Pnrr.
In tre giorni, i contribuenti hanno scoperto che sono sull’orlo del fallimento (non ci sono soldi, non si sa dove trovarli, si corrono rischi se i Politici ricorrono a scostamenti di bilancio - a incrementi del debito, sta scadendo il Pnrr - bisogna incominciare a rimborsare i 122,6 miliardi di prestiti e chi deve rimborsarli non è ancora stato colpito dall’ondata di riforme che doveva migliorare la qualità-le condizione di vita, in particolare la sanità-le liste d’attesa), che i Politici non sanno più dove sbattere la testa e (forse non casualmente) gettano tutto in cagnara (esemplare il dibattito sul decreto sicurezza e la trasformazione di un atto amministrativo in caso bellico) ma non si assumono alcuna responsabilità per il dissesto dei conti perché ritengono di avere la responsabilità di celebrare-difendere-spiegare la Costituzione ma non anche di presiedere-dirigere-amministrare la più grande Impresa nata dalla Costituzione repubblicana (il Dfp del 24 aprile dice che l’Impresa, solo di stipendi, nel 2025 è costata 203,8mdi).

