Una Toscana affascinante, selvaggia e poco esplorata fa da sfondo a “La riserva degli dei”, il nuovo romanzo di Andrea Girolami, primo volume di una trilogia fantasy-distopica pubblicata da Phasar. Lo scrittore fiorentino costruisce un mondo inquietante, dove i governi impongono ai cittadini un chip sottocutaneo, ufficialmente per scopi sanitari, ma che in realtà ha l’obiettivo di controllare totalmente le coscienze.

Chi si oppone viene relegato in aree isolate, le “riserve”, territori tagliati fuori dal resto del mondo.

Da una di queste zone, nel cuore della Toscana, tra il Valdarno e la Valdambra, nasce la scintilla della rivolta: a guidarla è un uomo determinato, affiancato da Miriam, una strega guerriera dal carattere forte e magnetico, figura centrale in una narrazione che mescola elementi epici e tensione distopica.

“La riserva degli dei” si distingue per l’intreccio dinamico e per la capacità di fondere critica sociale e suggestioni fantasy. A differenza dei classici scenari orwelliani, qui la speranza non è cancellata ma rilanciata attraverso la lotta e la consapevolezza. Il romanzo, inoltre, è un sincero omaggio alla Toscana meno nota, capace di diventare essa stessa personaggio, con i suoi boschi, ruderi e misteri.

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