Una denuncia in Procura, un esposto alla Corte dei conti, una raccolta firme, un ordine del giorno in Consiglio comunale. Fratelli d'Italia ha deciso di alzare i toni contro il Comune di Bologna per la scelta di distribuire pipe sterili monouso alle persone che fanno uso di crack.

La mossa dell'amministrazione guidata da Matteo Lepore non nasce dal nulla: è parte delle strategie di riduzione del danno, adottate in tutto il mondo per limitare gli effetti collaterali del consumo di sostanze. L'obiettivo è chiaro: ridurre il rischio di infezioni derivanti dall'uso di strumenti improvvisati e poco igienici, tutelare la salute pubblica e, di conseguenza, alleggerire i costi sul sistema sanitario. È una politica pragmatica, basata sull'evidenza scientifica, che andrebbe estesa a livello nazionale invece di essere ostacolata.

FdI, invece, si trincera dietro il proibizionismo di facciata. Una posizione che serve più alla propaganda che alla risoluzione dei problemi, perché il “no” assoluto alle droghe ha già dimostrato di non funzionare. Non solo non riduce i consumi, ma spesso li amplifica, soprattutto tra i più giovani. L'Italia è un esempio lampante di questo fallimento: anni di leggi repressive non hanno ridotto la domanda, ma l'hanno resa più pericolosa.

Il governo, del resto, ha già dato prova di ignoranza sul tema: ha bandito la cannabis light – che droga non è – e perseguitato gli imprenditori della canapa, un settore che altrove genera lavoro ed economia. Così facendo non solo non risolve nulla, ma lascia campo libero alle narcomafie.

Fratelli d'Italia smetta di cavalcare l'ipocrisia e la demagogia sulla pelle dei tossicodipendenti. La riduzione del danno non è complicità con l'uso di sostanze: è buon senso, salute pubblica e civiltà.

L'assessora al Welfare del Comune di Bologna, Matilde Madrid spiega che questa iniziativa "nasce dalla consapevolezza che la diffusione del crack è in aumento, specie tra le persone che vivono in marginalità sociale. Non solo a Bologna. E chi fa uso di questa sostanza spesso riscontra patologie secondarie come epatiti, Hiv o malattie derivanti dal consumo, dallo stile di vita e anche dall’utilizzo di strumenti per fumare non monouso o addirittura improvvisati, come lattine e bottiglie".

Ovviamente, per i (post) fascisti logica e ovvietà sono concetti sconosciuti, questo spiega l'avversione di FdI, Lega e altri contro l'iniziativa.