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Salvini: “Se Macron vuole mandare soldati a combattere, perché non ci va lui per primo?”

L’80% dei francesi vorrebbe già che Macron lasciasse l’Eliseo. Un segnale di un malcontento che non sorprende, visto il clima teso in Europa e le sue continue sparate sull’invio di truppe europee in Ucraina.

A mettere il dito nella piaga è stato Matteo Salvini, che da Pinzolo ha risposto chiaro e tondo:

Se Macron vuole mandare soldati a combattere, perché non ci va lui per primo?

Non è solo una battuta, ma un concetto semplice e sensato. Se davvero Macron crede che sia giusto rischiare una guerra aperta con la Russia, si assuma la responsabilità e si presenti in prima linea. Non può pretendere di mandare a morire gli altri mentre lui resta comodamente al sicuro.

La reazione francese è stata prevedibile: offese, accuse, e quel solito atteggiamento di superiorità verso l’Italia che non manca mai. Ma questa storia di crisi diplomatiche per un parere espresso da un vicepremier è ridicola. In Italia si può parlare, dire la propria, soprattutto su temi così importanti.

La posizione italiana è chiara: aiutare l’Ucraina, sì, ma senza mandare i nostri soldati in una guerra che rischia di diventare mondiale. È prudenza, non vigliaccheria. Macron dovrebbe ascoltare invece di arrabbiarsi, perché spingere l’Europa verso un conflitto rischia solo di dividerla.

In fondo, Salvini ha detto solo una cosa che tutti dovrebbero capire: la guerra non è uno scherzo, e chi la vuole deve essere pronto a farsene carico in prima persona. Se Macron ha tanta voglia di combattere, il posto giusto per dimostrarlo è sul fronte, non dietro una scrivania.

Autore Gregorio Scribano
Categoria Politica
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