Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in una intervista con il giornalista (con un passato politico) Sharon Gal, ha dichiarato di essere "molto legato" alla cosiddetta visione del "Grande Israele", uno Stato che comprende non solo i territori palestinesi, ma che si estende anche in Egitto, Giordania, Libano, Siria e Iraq.
Tale "visione" è per Netanyahu un obiettivo da perseguire, in quanto "missione storica e spirituale".
ראש הממשלה נתניהו מדבר על הכול - איראן והמזרח התיכון המשתנה, היחסים והתיאום עם טראמפ, בינה מלאכותית והשלב המכריע בעזה: "אנחנו נמצאים בשלב של עסקה אחת - לא חוזרים אחורה" | צפו ושתפו pic.twitter.com/bAIoHVtRNR
— שרון גל Sharon Gal (@sharongal) August 12, 2025
Quindi, in base a tale dichiarazione, il premier che governa al momento lo Stato ebraico di Israele ha intenzione di mettere in atto un piano genocidario in base al quale, in Medio Oriente, possano esistere o comandare solo gli ebrei israeliani.
A sentire quanto detto oggi dal criminale Netanyahu, vien da ridere (seppur amaramente) a rammentare le quasi crisi isteriche messe in scena dai rappresentanti delle comunità ebraiche italiane che denunciano come genocidario lo slogan Free Palestine.
Se uno slogan (che oltretutto non fa altro che ripetere a parti invertite ciò che il Likud ha messo nel proprio statuto circa 50 anni fa) è genocidario, come andrebbero allora commentate le parole del premier dello Stato ebraico?
«Se Netanyahu sarà defenestrato democraticamente, non se ne andrà in maniera pacifica, tutt'altro. Incendierà il paese con le sue torme di "bravi". Ricordate bene le mie parole quando questo succederà purtroppo. Bugiardo, ipocrita, privo di scrupoli e soprattutto criminale pro domo sua. Spero che faccia la fine ignobile di Mussolini e di altri dittatori di cui sta seguendo le orme intrise di sangue. Israele sotto Netanyahu sta imboccando, come un ciuco ubriaco, la strada verso una debacle economica senza precedenti e l'isolamento internazionale. Se riusciremo ad uscirne, ci vorrà del tempo per rimetterci in sesto. Dell'immagine morale di Israele non parlo, perché l'ha persa da tempo. Gaza non rischia di essere la tomba di Netanyahu e dei suoi folli seguaci, ma la nostra. E non abbiamo fatto niente per impedirlo. Di fatto siamo suoi complici, ignobilmente complici. La giusta e crudele punizione non tarderà a raggiungerci. È uno dei capitoli più infami della storia del sionismo moderno. I morti ammazzati di Gaza, donne e bambini, ci inseguiranno con le loro torce fiammeggianti fino al fuoco dell'inferno. E ora provate a bloccarmi e a cancellare il mio post ipocriti, pavidi e vigliacchi. Siete una vergogna nella storia del popolo di Israele».
Queste considerazioni che i "simpatici" e "divertenti" ebrei italiani (e non) definirebbero all'istante antisemite sono state espresse da Ariel Toaff, storico che vive in Israele, figlio di Elio, famosissimo e mai dimenticato rabbino della comunità di Roma.


