Carenze igieniche, problemi strutturali e alimenti mal conservati: è un quadro preoccupante quello emerso dalla campagna straordinaria condotta dai Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas) tra il 19 febbraio e il 22 marzo 2026 nelle mense ospedaliere e nei servizi di ristorazione destinati ai pazienti.

Su 558 strutture controllate in tutta Italia, ben 238 sono risultate non conformi, pari al 42,7% del totale. In altre parole, oltre quattro mense su dieci non rispettano gli standard igienico-sanitari e di sicurezza alimentare previsti dalla normativa vigente.

Un dato che conferma un livello di criticità significativo in un settore particolarmente delicato, dove la qualità del servizio incide direttamente sulla salute di persone già fragili.

Le verifiche hanno interessato principalmente la ristorazione collettiva (525 strutture), ma anche realtà direttamente legate all’ambito sanitario (31). Le irregolarità riscontrate sono diffuse lungo tutta la Penisola e riguardano diversi aspetti della gestione: dalle condizioni igieniche dei locali alla manutenzione delle strutture, fino alla conservazione degli alimenti.

Nel dettaglio, le principali criticità emerse includono carenze igienico-sanitarie nei locali di preparazione e stoccaggio, problemi strutturali e manutentivi, mancata o inadeguata applicazione delle procedure di autocontrollo (HACCP) e gestione non corretta degli alimenti.

Particolarmente delicata la questione delle diete speciali, destinate a pazienti con esigenze specifiche, come celiaci o soggetti con patologie che richiedono regimi alimentari controllati.

Nel corso delle ispezioni, i Nas hanno adottato numerosi provvedimenti: sospensioni immediate delle attività in presenza di rischi per la salute, blocchi mirati di alcune linee produttive, sanzioni amministrative, denunce all’autorità giudiziaria e sequestri di alimenti ritenuti non idonei al consumo. In molti casi sono state inoltre imposte prescrizioni correttive per adeguare le strutture agli standard richiesti.

Diversi gli episodi emblematici emersi durante i controlli. A Taranto è stata interdetta la produzione di pasti per celiaci a causa dell’assenza di spazi e attrezzature dedicate, oltre a carenze igienico-strutturali.

A Napoli e Brescia, due mense ospedaliere sono state sospese con effetto immediato per gravi condizioni igieniche e la presenza di infestazioni di insetti, con conseguenti sanzioni.

A Salerno, invece, le analisi hanno rilevato contaminazioni microbiologiche su vassoi destinati alla distribuzione dei pasti, con presenza di enterobatteri e coliformi: una situazione che ha richiesto interventi correttivi urgenti. A Catania è stato denunciato il responsabile della preparazione dei pasti e sequestrati circa 60 chilogrammi di alimenti in cattivo stato di conservazione. A Parma, infine, sono state accertate diffuse carenze igienico-strutturali nei locali destinati allo stoccaggio delle bevande.

Secondo quanto evidenziato dagli stessi Nas, l’attività ispettiva conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione su un settore particolarmente sensibile, considerando la vulnerabilità dei pazienti che usufruiscono del servizio.

I controlli, fanno sapere le autorità, proseguiranno anche nei prossimi mesi con nuove verifiche mirate e azioni di monitoraggio, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme e la tutela della salute pubblica.