Nel 2024 il sistema ospedaliero italiano ha continuato a migliorare sul fronte dell'appropriatezza dei ricoveri, ma resta ancora un dato che richiama l'attenzione di decisori politici e operatori sanitari: circa 1,7 milioni di ricoveri sono stati classificati come "ad alto rischio di inappropriatezza", pari a circa un ricovero su cinque. È quanto emerge dal Rapporto annuale sull'attività di ricovero ospedaliero (SDO) 2024 del Ministero della Salute, che fotografa una situazione caratterizzata da segnali incoraggianti ma anche da criticità ancora presenti, soprattutto nell'organizzazione dell'assistenza territoriale.
È importante precisare che il dato non identifica ricoveri certamente inappropriati. La classificazione riguarda infatti ricoveri che presentano un elevato rischio di essere stati effettuati in un setting non ottimale, in particolare quando il paziente viene ricoverato in regime ordinario pur potendo ricevere la stessa prestazione attraverso modalità assistenziali meno intensive, come il day hospital, il day surgery o altre forme di assistenza territoriale. L'indicatore rappresenta quindi uno strumento utilizzato per valutare l'efficienza organizzativa del sistema sanitario e la sua capacità di indirizzare ogni paziente verso il percorso assistenziale più adeguato.
Oltre un milione e mezzo di ricoveri ancora sotto osservazione
Nel dettaglio, il Rapporto registra nel 2024 691 mila dimissioni da ricovero ordinario considerate ad alto rischio di inappropriatezza e poco più di un milione di dimissioni in regime diurno, per un totale di circa 1,7 milioni di casi.
Nonostante il numero rimanga elevato, il confronto con gli anni precedenti evidenzia un miglioramento significativo. Nel medio periodo il ricorso ai ricoveri ordinari per i DRG considerati a rischio di inappropriatezza è infatti diminuito in maniera consistente.
Nel 2014 le dimissioni in regime ordinario appartenenti a questa categoria erano oltre 1,13 milioni. Dieci anni dopo si sono ridotte a 691 mila, con una diminuzione complessiva del 39%, risultato confermato sia nel 2023 sia nel 2024.
Anche il ricorso al ricovero diurno mostra una contrazione. I pazienti dimessi in day hospital o day surgery per queste tipologie di prestazioni sono passati da oltre 1,5 milioni nel 2014 a poco più di un milione nel 2024, con una riduzione pari al 32,6%.
Numeri che testimoniano una progressiva riorganizzazione dell'assistenza ospedaliera e un utilizzo più razionale delle strutture di degenza.
Le differenze territoriali restano marcate
Il Rapporto mette però in evidenza come il miglioramento non sia uniforme lungo il territorio nazionale.
La distribuzione dei ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza presenta infatti differenze rilevanti tra le diverse Regioni. Nella quasi totalità delle Regioni del Centro, del Sud e delle Isole — con la sola eccezione della Puglia — la quota di ricoveri classificati a rischio ma effettuati in regime ordinario risulta inferiore al 40%.
Il dato evidenzia modelli organizzativi differenti e conferma come l'appropriatezza delle cure continui a dipendere anche dall'efficienza della rete sanitaria locale e dalla disponibilità di percorsi alternativi al ricovero tradizionale.
Migliorano gli indicatori organizzativi
Anche gli indicatori tradizionalmente utilizzati per valutare l'appropriatezza organizzativa mostrano un'evoluzione favorevole rispetto al 2023.
Il Ministero segnala infatti una diminuzione:
- delle dimissioni dai reparti chirurgici con DRG medico;
- dei ricoveri diagnostici in day hospital con DRG medico;
- dei ricoveri con degenze superiori ai limiti previsti nei pazienti con almeno 65 anni, che registrano un calo del 6%.
Più contenuti risultano invece i progressi relativi ai ricoveri di brevissima durata, sia quelli di 0-1 giorno sia quelli compresi tra 2 e 3 giorni, indicatori che continuano a rappresentare un ambito sul quale intervenire per migliorare ulteriormente l'organizzazione ospedaliera.
Basilicata, Bolzano e Trento ai valori più elevati
Le differenze regionali emergono con particolare evidenza osservando la quota di dimissioni dai reparti chirurgici associate a DRG di tipo medico.
Nel 2024 l'indicatore raggiunge:
- 32,3% nella Provincia autonoma di Bolzano;
- 31,5% in Basilicata;
- 29,4% nella Provincia autonoma di Trento.
Il valore più contenuto viene invece registrato nelle Marche, dove l'indicatore si ferma al 18,9%.
Si tratta di uno degli aspetti che continua a evidenziare un'importante eterogeneità nell'organizzazione ospedaliera italiana.
Dieci anni di miglioramenti
Guardando al lungo periodo, il trend resta comunque positivo. Nel 2014 la percentuale di dimissioni da reparti chirurgici con DRG medico era pari al 29,8%. Nel 2024 il dato è sceso al 22,6%, con un decremento relativo del 24,1%.
Una riduzione che conferma come negli ultimi dieci anni il sistema sanitario abbia progressivamente migliorato la propria capacità di utilizzare in maniera più appropriata le risorse ospedaliere, pur senza eliminare completamente le differenze territoriali.
Cesarei in lento calo e chirurgia sempre più mini-invasiva
Anche sul piano dell'appropriatezza clinica emergono alcuni segnali positivi.
Il ricorso al taglio cesareo continua lentamente a diminuire. Nel 2024 il cesareo rappresenta il 31,5% di tutti i parti registrati. Il Ministero sottolinea come la riduzione sia continua dal 2018, anche se il ritmo del miglioramento rimane ancora piuttosto lento.
Continua invece ad aumentare l'utilizzo della chirurgia mini-invasiva.
Per gli interventi di colecistectomia, la laparoscopia viene ormai impiegata in oltre il 95% dei casi, confermando la diffusione quasi completa di tecniche chirurgiche meno invasive, associate generalmente a degenze più brevi e a un recupero più rapido dei pazienti.
Influenza: raddoppiano i ricoveri tra gli anziani
Tra gli indicatori che misurano indirettamente il funzionamento dell'assistenza territoriale emerge un dato che merita particolare attenzione.
Nel 2024 il tasso di ospedalizzazione degli anziani per influenza è quasi raddoppiato.
Si è infatti passati da 5,91 ricoveri ogni 100 mila abitanti nel 2023 a 11,7 ricoveri ogni 100 mila abitanti nel 2024, con differenze molto marcate tra le diverse Regioni.
Per altre patologie considerate potenzialmente gestibili attraverso un'efficace assistenza territoriale — come diabete non controllato o complicato, insufficienza cardiaca, asma dell'adulto, broncopneumopatia cronica ostruttiva, patologie alcol-correlate e disturbi psichiatrici — i ricoveri risultano invece ancora inferiori ai livelli registrati prima della pandemia, pur mostrando una graduale crescita dopo il forte calo osservato nel 2020.
La sfida resta rafforzare il territorio
Nel complesso il Rapporto SDO 2024 restituisce un quadro di progressivo miglioramento dell'appropriatezza delle cure ospedaliere. La riduzione dei ricoveri ordinari potenzialmente evitabili, il miglioramento degli indicatori organizzativi e la crescente diffusione delle tecniche chirurgiche mini-invasive indicano che il sistema sanitario sta evolvendo nella direzione auspicata.
Allo stesso tempo, i circa 1,7 milioni di ricoveri classificati ad alto rischio di inappropriatezza dimostrano come il percorso sia ancora lontano dall'essere concluso. L'obiettivo rimane quello di ridurre ulteriormente il ricorso ai ricoveri ordinari quando non strettamente necessari, sviluppando percorsi assistenziali alternativi e consolidando il ruolo della sanità territoriale. Una rete capace di intercettare precocemente i bisogni dei cittadini e di gestirli fuori dall'ospedale rappresenta infatti uno degli elementi decisivi per migliorare sia l'efficienza del Servizio sanitario nazionale sia la qualità dell'assistenza offerta ai pazienti.


