L’Amministrazione comunale prosegue l’attività di tutela del decoro urbano e di contrasto all’abusivismo con un nuovo intervento per la rimozione dei mezzi pubblicitari installati in violazione della normativa vigente. Su iniziativa del 4° Settore “Ambiente e Territorio” è stato disposto l’avvio delle operazioni di rimozione e dismissione di cartelloni e altri impianti pubblicitari abusivi presenti sul territorio. Il servizio sarà eseguito dalla ditta “F.M.D. Srls” di Milazzo.

L’intervento consentirà di porre un freno all’affissione indiscriminata di manifesti, locandine e altri mezzi pubblicitari collocati in maniera illegittima in diverse zone della città, con evidenti ripercussioni sul decoro urbano e, in molti casi, anche con un danno economico per l’Ente derivante dal mancato pagamento dell’imposta prevista per le affissioni.

Le verifiche effettuate dagli uffici comunali competenti, anche dopo specifici sopralluoghi, hanno consentito di accertare la presenza di numerosi impianti pubblicitari abusivi, nonché di altre occupazioni non autorizzate del suolo pubblico, come fioriere collocate irregolarmente in diverse vie cittadine.

Il provvedimento fa seguito alle segnalazioni della Polizia Locale, che aveva invitato il 4° Settore a procedere all’esecuzione d’ufficio della sanzione accessoria della rimozione degli impianti abusivi e al conseguente ripristino dello stato dei luoghi, nei confronti dei soggetti inadempienti: i verbali elevati, infatti, non sono stati oggetto né di ricorso, né di pagamento in misura ridotta e gli interessati non hanno provveduto spontaneamente alla rimozione delle installazioni contestate.

A conclusione delle operazioni di rimozione, la documentazione contabile sarà trasmessa alla Prefettura, che provvederà all’emissione della relativa ordinanza-ingiunzione per il recupero delle somme anticipate dal Comune. Con questa iniziativa l’Amministrazione comunale conferma il proprio impegno nel contrasto all’abusivismo, nella tutela del decoro della città e nel rispetto delle regole a garanzia dell’interesse collettivo.