Israele massacra i civili palestinesi, Mattarella denuncia la violazione del diritto internazionale umanitario e Herzog s’indigna
Questo il commento del presidente israeliano Isaac Herzog a quanto detto dal presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, parlando con i giornalisti durante l'annuale cerimonia di consegna del "Ventaglio" che si è tenuta lo scorso 30 luglio al Quirinale:"Nutro grande rispetto per il Presidente della Repubblica italiana, il mio amico Sergio Mattarella. Per questo motivo sono rimasto rattristato da alcuni aspetti delle sue recenti osservazioni sulla situazione a Gaza e ho sentito il bisogno di chiarire i fatti. Ha ragione ad affermare che Israele è stato brutalmente attaccato il 7 ottobre. Delle centinaia di persone innocenti prese in ostaggio da Hamas in quel giorno buio, 50 rimangono prigioniere, trattenute in condizioni disumane nei tunnel di Hamas. La loro intollerabile sofferenza, l'agonia delle loro famiglie e la sofferenza dei civili di Gaza, che non vogliamo, potrebbero finire oggi stesso se tutti gli ostaggi venissero rilasciati. Israele ha accettato numerose offerte di cessate il fuoco presentate dai mediatori. Hamas ha ripetutamente respinto le proposte di accordi e si è rifiutato di rilasciare gli ostaggi. Israele non ha alcuna "intenzione di uccidere indiscriminatamente". Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza. Sì, in guerra accadono errori e non siamo indifferenti al dolore dei civili palestinesi a Gaza. Stiamo facendo tutto il possibile per migliorare la situazione. Agiamo secondo il diritto internazionale in condizioni quasi impossibili a differenza del nostro nemico, che viola palesemente e orgogliosamente le convenzioni e le leggi sui diritti umani. Come reso noto, Israele ha avviato un importante sforzo umanitario che intende ampliare ulteriormente insieme ai nostri partner, tra cui l'Italia. I nostri amici devono avere chiaro che Hamas ha iniziato questa guerra, Hamas tiene gli ostaggi, Hamas è responsabile delle sofferenze di entrambe le parti e la pressione internazionale deve essere rivolta a loro. Lo ripeto: c'è una chiave per porre fine a questa tragedia ed è il rilascio degli ostaggi trattenuti a Gaza. Se Hamas volesse davvero un futuro migliore per la popolazione di Gaza, dovrebbe rilasciare immediatamente gli ostaggi".
Le ignobili, oltre che false, dichiarazioni del presidente israeliano Herzog sono state riprese dalla stampa ebraica italiana, in modo che non si possa dire che quanto da lui dichiarato possa esser stato mal riprodotto o mal interpretato.
Le parole sopra riportate sono un concentrato tossico di propaganda, mistificazione e capovolgimento della realtà... un colossale tentativodi disinformazione. Ecco perché.
"Nutro grande rispetto per il Presidente Mattarella…"
Falso e ipocrita. Se davvero ci fosse rispetto, non ci sarebbe bisogno di pubblicare una replica paternalistica e correttiva, che tenta di rimettere "in riga" un Capo di Stato che ha semplicemente osato ricordare l'esistenza del diritto internazionale e del diritto umanitario. L'obiettivo è chiaro: zittire critiche legittime con il ricatto morale dell'amicizia e del rispetto.
"Israele è stato brutalmente attaccato il 7 ottobre…"
Nessuno nega quanto accaduto il 7 ottobre. Ma usare quell'evento come giustificazione a tutto, inclusa una campagna militare che ha causato oltre 60.000 morti palestinesi, in gran parte donne e bambini, è cinismo allo stato puro. È come se ogni crimine potesse essere perdonato solo perché si è stati vittime in passato... come considerare il difendersi un salvacondotto per poi poter commettere un genocidio.
"Non vogliamo la sofferenza dei civili di Gaza…"
Una frase che grida vendetta. Se davvero lo Stato ebraico non volesse la sofferenza dei civili, perché continua a bombardare ospedali, scuole, campi profughi, zone dichiarate sicure? Perché intere famiglie vengono cancellate dai registri anagrafici con un solo missile? Perché la distruzione sistematica delle infrastrutture civili? La verità è che la sofferenza dei civili non è un effetto collaterale: è uno strumento bellico deliberato, parte di una strategia di annientamento.
"Israele ha accettato numerose offerte di cessate il fuoco…"
Un'altra menzogna. I fatti dimostrano il contrario: Israele ha sistematicamente sabotato i negoziati o li ha utilizzati per guadagnare tempo prima di riprendere le operazioni militari. I cosiddetti "cessate il fuoco" temporanei sono stati delle tregue armate, durante le quali l'assedio si è intensificato e gli aiuti umanitari sono stati bloccati o ridotti al minimo.
"Israele non ha intenzione di uccidere indiscriminatamente…"
Le prove dicono tutt'altro. Il numero di vittime civili, la distruzione capillare delle infrastrutture, le testimonianze di giornalisti internazionali, di operatori ONU, e persino di ex militari israeliani, parlano di una condotta bellica deliberatamente brutale, disumanizzante, punitiva. Parlare di "errori" è un insulto all'intelligenza.
"Agiamo secondo il diritto internazionale…"
Una bestemmia istituzionale. Le principali organizzazioni per i diritti umani – Human Rights Watch, Amnesty International, e persino organi delle Nazioni Unite – hanno più volte documentato violazioni sistematiche da parte di Israele: bombardamenti indiscriminati, blocco totale degli aiuti, utilizzo di fame e sete come arma di guerra. Non è "difesa". È punizione collettiva. È crimine di guerra.
"Israele ha avviato un importante sforzo umanitario…"
Fumo negli occhi. I convogli umanitari vengono regolarmente ritardati, bloccati o colpiti. Gli operatori umanitari vengono uccisi, e ogni azione "umanitaria" è subordinata a una logica militare. I camion entrano solo quando fa comodo a Tel Aviv, non quando la popolazione ne ha bisogno. Parlare di "sforzo umanitario" mentre si assedia una popolazione di due milioni di persone è un atto di puro cinismo.
"Hamas è responsabile delle sofferenze di entrambe le parti…"
La solita narrazione tossica che cancella le responsabilità di chi detiene la potenza militare, il controllo dell'aria, del mare, delle frontiere, dell'economia, dell'acqua, dell'energia. Hamas è una realtà tragica, sì, ma è anche una creatura figlia diretta dell'isolamento, dell'umiliazione e della colonizzazione che Israele ha imposto a Gaza da decenni. E oggi, la guerra contro Hamas è diventata una guerra contro tutta la popolazione palestinese.
"Se Hamas volesse un futuro migliore per Gaza…"
La frase più infame di tutte. Perché suggerisce che siano i palestinesi stessi a scegliere la loro distruzione. È una forma perversa di colpevolizzazione della vittima. Non si costruisce un futuro migliore lasciando Gaza in macerie, privando i sopravvissuti di cure, cibo e acqua. Non si costruisce nulla se non l'odio.
Basta con le frasi preconfezionate che cercano di equiparare vittime e carnefici. Chi bombarda a tappeto una popolazione assediata non è sullo stesso piano di chi si difende con i mezzi che ha. Le parole contano, e in diplomazia le bugie ammantate di formalità uccidono quanto le armi. Israele oggi non sta difendendo la sua sicurezza: sta violando ogni principio di umanità e ogni norma del diritto internazionale. È tempo di chiamare le cose con il loro nome: GENOCIDIO!