Ancora una volta, smontiamo l'ennesino tentativo d propaganda sionista di stampo nazi-fascista (gli stessi ebrei sionisti che vivevano in Israele negli anni '30 definivano così Ze'ev Jabotinsky e la sua ideologia che dal 1945 ha costituito le fondamenta di quello che poi è diventato lo Stato ebraico di Israele) da parte di Fiamma Nirenstein, pubblicato su il Giornale di oggi (15/08/2025) a pag. 12, in un articolo dal titolo: "Quella notte di vent'anni fa in cui Sharon sacrificò Gaza per una pace impossibile".
L'articolo, come di prassi, contiene numerose falsità che smontiamo di seguito, punto per punto.
"Sharon lasciò a Gaza il pieno autogoverno dell'Autorità Palestinese"
Falso. Nel 2005 Israele ritirò truppe e coloni, ma mantenne il proprio controllo su spazio aereo e acque territoriali, valichi (Erez, Kerem Shalom, ...), l'anagrafe della popolazione e l'intera cornice doganale.
In diritto e in pratica, una lunga serie di istituzioni e organizzazioni (ICRC/ONU, HRW, B'Tselem, RULAC, ...) hanno sempre ricordato che Gaza è rimasta sotto il "controllo effettivo" di Israele: quindi, a fini giuridici, da considerare territorio occupato.
"Hamas prese il potere subito dopo il ritiro"
Falso. Dopo il ritiro completato il 12 settembre 2005, si tennero le elezioni legislative il 25 gennaio 2006, vinte da Hamas, con il governo Haniyeh che si insediò nel marzo 2006. Successivamente vi furono scontri tra Fatah e Hamas, che si conclusero con la presa di Gaza da parte di Hamas a giugno 2007, dopo una breve guerra civile.
“Il ritiro fu il primo passo verso la pace pensato da Sharon”
Dov Weisglass, consigliere chiave di Sharon, spiegò apertamente nel 2004 che il disimpegno serviva a "congelare il processo di pace" e a bloccare per anni la nascita di uno Stato palestinese. È esattamente l'opposto della chiave di lettura spacciata dalla "signora" Nirenstein.
"Migliaia di ebrei trasferiti con la forza: sacrificio inutile"
È vero che furono evacuati circa 8–9 mila coloni e smantellati 21 insediamenti più 4 in Cisgiordania; l'evacuazione fu eseguita da decine di migliaia tra soldati e poliziotti. Ma definire ex post "inutile" quanto accaduto è un giudizio politico, non un fatto. Il fatto è un ritiro unilaterale senza quadro negoziale e senza passaggi di sovranità, con Israele che conservò chiavi cruciali di controllo.
"Già piovono missili" come conseguenza automatica del ritiro
I razzi (che al tempo definire rudimentali è più che un eufemismo) a Gaza esistevano dal 2001 e venivano lanciati nel sud di Israele già da quel periodo. Che il ritiro abbia poi portato al lancio dei razzi è una correlazione ideologica, non una causalità dimostrata. La narrativa corretta è che gli attacchi e le ritorsioni proseguirono in un ciclo d'escalation, con round importanti nel 2006–2008 e poi 2008–09.
"Le serre e ogni struttura furono fatte a pezzi"
Prima del ritiro, molte serre furono smontate o danneggiate dagli stessi coloni; poi vi furono atti di saccheggio che colpirono una parte delle serre (stime attorno al 30% danneggiate nei primi giorni). Un consorzio di donatori (guidato da James Wolfensohn) le acquistò per circa 14 milioni di dollari e una quota consistente tornò operativa entro poche settimane, finché le chiusure dei valichi da parte di Israele non impedì l'export di quelle produzioni.
"Sharon sgominò la Seconda Intifada (un 7 ottobre durato anni, ~1500 morti"
La Seconda Intifada (2000–2005) fece circa 1.000 israeliani uccisi e oltre 3.000 palestinesi uccisi. L'Operazione Defensive Shield del 2002 ridusse gli attentati ma non "sgominò" l'insurrezione che si esaurì gradualmente e terminò formalmente con Sharm el-Sheikh (febbraio 2005). Usare "quasi 1500 morti" come cifra-totale israeliana gonfia i numeri e cancella del tutto quelli palestinesi.
"Il ritiro consegnò Gaza ad Hamas perché l'ANP era già sconfitta"
La vittoria elettorale di Hamas nel 2006 fu effetto di molteplici fattori (corruzione percepita di Fatah, sanzioni e boicottaggio occidentale del governo Hamas, arresti israeliani di parlamentari Hamas, crisi di sicurezza interna) e la spaccatura del 2007 maturò dopo mesi di lotte tra fazioni e falliti governi di unità. Non un algoritmo lineare "ritiro ⇒ Hamas".
La cornice ideologica: nazionalismo etnico, vittimismo selettivo, causalità monocorde
Il testo parte da un presupposto ideologico chiaro: il territorio di Gaza è “nostro” per diritto storico-etnico; ogni concessione è un errore;i palestinesi sono da considerare un "cugino scomodo carico d'odio". Da lì discende tutto: il ritiro non è un atto di de-occupazione verificabile (non lo è), ma un dono magnanimo "tradito"...
Sharon non "restituì Gaza ai palestinesi" per costruire uno Stato palestinese. Fece una ritirata tattica: togliere un peso militare e politico, blindare l'appoggio USA, congelare il dossier negoziale e concentrare il controllo laddove per Israele contava di più. L'esito pratico — Gaza isolata e instabile, ANP indebolita, Hamas rafforzato — era un rischio noto già allora e non fu corretto da una strategia post-ritiro credibile.
In dettaglio...
Questo è ciò che Sharon voleva realmente col "disimpegno" da Gaza:
Sicurezza e demografia, prima di tutto. Togliere 8.000 coloni sparsi e indifendibili da un'area ostile riduceva attrito, costi e rischio per l'esercito israeliano, dopo gli anni di attentati della Seconda Intifada. Lo disse lui stesso: "meno frizione, linee di sicurezza nuove, coordinamento con gli USA".
Congelare il processo politico, non accelerarlo. Il suo braccio destro Dov Weisglass lo spiegò con brutale chiarezza: il piano serviva a mettere il "processo di pace in formalina", togliendo per anni dallo stesso tavolo stato palestinese, profughi, confini e Gerusalemme. Sharon in pubblico negò, ma la frase resta la chiave per capire la logica politica.
L'uscita da Gaza e da 4 insediamenti nel nord della Cisgiordania permetteva a Israele di concentrare risorse e consenso su ciò che davvero intendeva tenere: consolidare gli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Niente negoziato vero con l'ANP: Israele decise e attuò da solo. Questo rafforzò Hamas a scapito dell'ANP e non produsse un quadro post-ritiro stabile.
Fine dell'occupazione? Israele sostenne che, via coloni e basi, Gaza non fosse più occupata. Ma come è possibile sostenerlo controllando i confini, lo spazio aereo e l'affaccio sul mare di un territorio? L'occupazione di fatto proseguiva ed è proseguita negli anni... fino a concretizzarsi nell'attuae genocidio.


