L’abbraccio del pubblico non sorprende: è la risposta più naturale all’autenticità di Elisa, artista capace di creare un legame profondo e duraturo con chi la ascolta. In attesa di celebrare i 30 anni di una carriera straordinaria, iniziata nel 1997 con “Pipes & Flowers”, la cantautrice è tornata sul palco, con un tour attesissimo, facendo tappa il 26 aprile al Forum di Assago, davanti a un pubblico in delirio. Uno spettacolo completamente sold out, destinato a raddoppiare con una seconda data altrettanto attesa.
Quello portato in scena è molto più di un concerto: è un viaggio attraverso tre decenni di musica che hanno visto Elisa attraversare generi e stili con eleganza, senza mai piegarsi alle mode del momento. Immersa in scenografie floreali, simbolo del suo profondo legame con la natura, l’artista si è donata senza riserve per oltre due ore di pura intensità.
L’apertura è stata travolgente, con brani iconici come “Labyrinth” e “Luce (Tramonti a nord est)”, il pezzo che le valse la vittoria al Festival di Sanremo 2001. Ma c’è stato spazio anche per le radici più rock della sua carriera, con canzoni in inglese che hanno segnato i suoi esordi e conquistato anche il pubblico più giovane.

Tra le sorprese della serata, l’arrivo sul palco di Dardust, con cui Elisa ha presentato l’inedito “Amore è”, dalle sonorità pop elettroniche. Un momento di grande emozione è stato anche l’omaggio a Dolores O'Riordan, con una toccante interpretazione di “Zombie”, brano simbolo di pace e resistenza che si è intrecciato perfettamente con il messaggio dell’intera scaletta, proseguito poi con “Together”.
Il pubblico ha partecipato con entusiasmo travolgente, cantando ogni parola e creando un coro collettivo che ha visibilmente emozionato l’artista. Non sono mancati momenti di scambio diretto con Elisa che ha lasciato spazio alle voci della platea, trasformando il concerto in un dialogo autentico.

Il segreto di questo legame così forte? Non solo una voce unica e un repertorio entrato nella storia della musica italiana, ma anche valori profondi: spontaneità, impegno per l’ambiente e per la pace, e una rara capacità di raccontare le fragilità umane. In un mondo spesso disilluso, Elisa continua a cercare — e a regalare — frammenti di bellezza e speranza.


