Nel racconto dell’ennesimo Scudetto dell'Inter (non è dato sapere il numero, a seconda dei titoli di cartone che vi si vogliano inserire) riemerge un tema ricorrente: la percezione di un trattamento mediatico e giudiziario non uniforme nel calcio italiano. Mentre i nerazzurri tanto cari a Ignazio La Russa celebrano il tricolore, le discussioni sul caso Arbitropoli mostrano come il principio di presunzione d’innocenza venga applicato in modo variabile, soprattutto quando la Juventus non è coinvolta. Ne parla l'arguto Massimo Zampini in un suo articolo su "Tuttosport". Secondo questa lettura, l’Inter non solo sarebbe considerata innocente a priori, ma addirittura vittima di complotti.

Il parallelo con il 2006 è inevitabile: allora il racconto mediatico costruì immediatamente Moggiopoli, con colpevoli designati prima dei processi e ricostruzioni poi rivelatesi inesatte. Schemi simili si sarebbero ripetuti nei casi Suarez e plusvalenze, dove la Juventus fu esposta mediaticamente ben oltre quanto emerso dagli atti.

In questo campionato rigori assegnati con generosità, simulazioni mai rilevate,  ammonizioni a lungo attese e mai tramutate in cartellini rossi per la squadra di Chivu, al contrario di quelle frettolose assegnate alle più vicine inseguitrici. E, in Europa, dove la compiacenza degli arbitri italiani non c'era, il percorso dell'Inter è terminato nella piccola e insulsa Norvegia.

A ciò si aggiunga l’evidenza di una cornice creata appositamente per favorire l'"invincible armada" nerazzurra nel corso degli anni: lo scudetto 2006 assegnato sotto la gestione dell'ex dirigente interista Guido Rossi, le simpatie dichiarate di Gianni Infantino,  l’amicizia tra Ceferin e Marotta, il ruolo di dirigenti ex nerazzurri in Lega nello stendere calendari compiacenti (Butti) e la presenza di giudici tifosi interisti che mai si sognerebbero di sbattere la squadra nerazzurra sul banco degli imputati.

Anche la situazione economica del club avrebbe meritato quello stesso trattamento riservato al Chievo (fallimento e retrocessione fra i dilettanti). Ma la squadra di Verona si occupa di pandori, l'Inter ha gli uomini giusti al posto giusto. Soprattutto fuori dal campo.