Lewis Hamilton ha finalmente scritto il primo grande capitolo della sua avventura in Ferrari. Sul circuito di Barcellona il sette volte campione del mondo ha conquistato una splendida vittoria, la sua prima con la Scuderia di Maranello, interrompendo la striscia vincente della Mercedes che aveva caratterizzato l'intera stagione 2026 fino a questo appuntamento.
Per Hamilton si tratta di un successo dal peso enorme, arrivato dopo quasi due anni di attesa dall'ultima affermazione in Formula 1. Una vittoria costruita con intelligenza strategica, velocità e gestione impeccabile della gara, che rilancia addirittura anche le sue ambizioni nella lotta per il titolo mondiale.
La strategia Ferrari che ha cambiato la gara
La corsa non era iniziata nel migliore dei modi per il britannico. Ferrari aveva scelto di schierarlo sulla griglia con pneumatici soft, una decisione che non gli ha consentito di prendere il comando nelle prime fasi della gara.
Il muretto di Maranello, però, aveva preparato una strategia aggressiva basata su tre soste. Una scelta rischiosa sulla carta ma che si è rivelata decisiva quando una Virtual Safety Car ha regalato ad Hamilton un pit stop praticamente gratuito.
Da quel momento il pilota inglese ha iniziato a costruire il proprio successo giro dopo giro. Con una serie impressionante di tornate veloci, Hamilton è riuscito ad aumentare progressivamente il margine sulle Mercedes, controllando la situazione fino alla bandiera a scacchi.
Il risultato gli consente anche di recuperare punti preziosi nella classifica iridata, riducendo il vantaggio del leader del campionato Kimi Antonelli.
Russell secondo, Norris completa uno storico podio britannico
Alle spalle della Ferrari vincitrice si è classificato George Russell, autore di una gara solida ma incapace di contrastare il ritmo mostrato da Hamilton nella seconda metà della corsa.
Il pilota Mercedes ha dovuto accontentarsi della seconda posizione davanti alla McLaren di Lando Norris, che ha completato il podio in terza piazza.
Il risultato assume anche un significato storico: quello di Barcellona è infatti il primo podio interamente britannico in Formula 1 dal lontano 1968, un evento che testimonia l'attuale forza della scuola automobilistica del Regno Unito.
Per Russell non è stata una gara semplice. Nel finale si è ritrovato coinvolto nelle conseguenze del ritiro del compagno di squadra Antonelli, episodio che ha contribuito a ridisegnare gli equilibri della corsa.
Antonelli e Leclerc, ritiri pesantissimi
Se Hamilton può festeggiare, il Gran Premio di Barcellona è stato invece amarissimo per Kimi Antonelli. Il leader del mondiale sembrava destinato a raccogliere punti importanti ma un problema tecnico lo ha costretto al ritiro a quattro giri dalla conclusione, al sessantaduesimo passaggio dei sessantasei previsti.
Un colpo durissimo per il giovane talento italiano della Mercedes, che vede ridursi il proprio margine in classifica proprio nel giorno in cui Hamilton torna al successo.
Ancora più amara la domenica dell'altra Ferrari. Charles Leclerc è infatti finito nella lunga lista dei ritirati dopo aver accusato problemi tecnici nelle fasi finali della gara. Un doppio volto per il Cavallino Rampante: da una parte l'esultanza per la prima vittoria di Hamilton, dall'altra la delusione per il mancato arrivo al traguardo del monegasco.
Red Bull, McLaren e Alpine: battaglie in tutto il gruppo
Alle spalle dei primi tre, Max Verstappen ha portato la sua Red Bull al quarto posto, confermandosi ancora una volta il punto di riferimento della squadra austriaca. Il campione olandese ha chiuso davanti alla McLaren di Oscar Piastri, quinto al traguardo e autore di una gara utile per il campionato costruttori.
In sesta posizione si è classificato Isack Hadjar con l'altra Red Bull.
Grande soddisfazione per Alpine, che ha vissuto una delle sue migliori domeniche stagionali. Pierre Gasly ha concluso settimo mentre Franco Colapinto ha tagliato il traguardo in ottava posizione. L'argentino dovrà però affrontare un'indagine dei commissari per una possibile infrazione commessa durante una fase di bandiere gialle.
La zona punti è stata completata dalle Racing Bulls di Liam Lawson e Arvid Lindblad, capaci di ottenere una doppia presenza nei primi dieci per la seconda gara consecutiva.
Una gara segnata dai problemi tecnici
Il Gran Premio di Barcellona verrà ricordato anche per l'impressionante numero di ritiri. Ben sette piloti non sono riusciti a vedere la bandiera a scacchi, tutti fermati da differenti problemi meccanici o tecnici.
Oltre ad Antonelli e Leclerc, hanno dovuto abbandonare la corsa anche Lance Stroll e Fernando Alonso, protagonisti di un'altra giornata da dimenticare per Aston Martin.
Cadillac ha invece deciso di richiamare ai box Valtteri Bottas a scopo precauzionale, mentre Nico Hulkenberg è stato costretto al ritiro con l'Audi dopo aver occupato a lungo posizioni da punti. Nel finale si è fermato anche Oliver Bearman con la Haas.
Tra i piloti classificati fuori dalla top ten, Gabriel Bortoleto ha chiuso undicesimo davanti a Carlos Sainz. Più indietro Esteban Ocon con Haas e Sergio Perez con Cadillac.
Particolarmente sfortunata la gara di Alex Albon. Il pilota Williams ha accusato un problema tecnico che lo ha costretto a una lunga sosta ai box, terminando la corsa con otto giri di ritardo rispetto ai leader e senza essere classificato.
La giornata catalana consegna dunque alla Formula 1 una nuova storia: Hamilton vince per la prima volta in rosso, Ferrari torna sul gradino più alto del podio e il campionato mondiale si riapre improvvisamente grazie al ritiro del leader Antonelli.
Prossimo appuntamento in Austria, dal 26 al 28 giugno, sul Red Bull Ring di Spielberg.


