Secondo quanto riportato dal New York Times, la portaerei USS Gerald R. Ford si prepara a lasciare il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente, dove si unirà alla USS Abraham Lincoln, già operativa nel Golfo Persico dall'inizio delle tensioni con l'Iran.

La nave non dovrebbe rientrare negli Stati Uniti prima della fine di aprile o dell'inizio di maggio. Salperà con il proprio gruppo d'attacco e le unità di scorta che l'hanno accompagnata nelle recenti operazioni nei Caraibi. Funzionari americani hanno riferito che l'equipaggio è stato informato della decisione nella giornata di ieri.

La mossa rientra nella strategia di pressione adottata dal presidente Donald Trump nei confronti dell'Iran. Nei giorni scorsi Trump aveva dichiarato di valutare l'invio di una seconda portaerei nella regione qualora non si raggiungesse un accordo con Teheran, senza però specificare quale unità sarebbe stata scelta. Ora la decisione sembra presa.

La Gerald R. Ford rappresenta il massimo della potenza navale americana. Con una lunghezza di circa 337 metri e propulsione nucleare, può operare per mesi senza necessità di rifornimento. A bordo lavorano migliaia di marinai e membri del personale aeronautico.

Trasporta decine di velivoli: caccia F/A-18, aerei per la guerra elettronica, velivoli cisterna per il rifornimento in volo ed elicotteri. È progettata per lanciare e recuperare un numero di sortite giornaliere superiore rispetto alle portaerei precedenti, grazie a un avanzato sistema di lancio elettromagnetico che consente operazioni più fluide e minori esigenze di manutenzione.

Sul fronte difensivo dispone di radar sofisticati per l'individuazione di minacce aeree e navali, oltre a sistemi antimissile e antiaerei. Opera come parte di un gruppo d'attacco composto da cacciatorpediniere e altre unità che estendono il raggio di protezione.

La nave è inoltre concepita per richiedere meno personale rispetto ai modelli più datati e integra sistemi elettronici avanzati, predisposti per supportare in futuro armi di nuova generazione.

Intanto la Abraham Lincoln, affiancata da diversi cacciatorpediniere lanciamissili, è arrivata in Medio Oriente già a gennaio. Trump ha ribadito giovedì che gli Stati Uniti “devono raggiungere un accordo” con l'Iran, avvertendo che in caso contrario la situazione potrebbe diventare “molto traumatica”. Ha anche lasciato intendere che un'intesa potrebbe essere possibile entro il mese prossimo.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di auspicare che Washington stia creando le condizioni per un accordo che eviti un'azione militare.

Con due portaerei nella stessa area, il messaggio è chiaro: gli Stati Uniti vogliono rafforzare la deterrenza e mantenere aperta la porta del negoziato, ma senza escludere l'opzione militare.