R.C. Auto, dal Senato la spinta per una riforma: più legalità, premi equi e stretta sulle frodi
Il sistema della responsabilità civile auto è arrivato a un punto di svolta. Non si parla più di semplici anomalie o di disfunzioni episodiche, ma di una criticità strutturale che incide direttamente sull’equità dei premi, sulla redistribuzione dei costi tra gli assicurati e sulla credibilità dell’intero mercato assicurativo.
È da questa consapevolezza che prende forma la proposta di riforma illustrata dallo Studio Legale Associato Vizzino, con l’Avv. Riccardo Vizzino, l’Avv. Emma Vizzino e l’Avv. Antonella D’Alto, nel solco del lavoro portato avanti in ambito civico e istituzionale da Civicrazia contro le truffe.
Secondo l’Avv. Riccardo Vizzino, coordinatore del Dipartimento nazionale Civicrazia contro le truffe, il tema delle frodi assicurative ha ormai superato la dimensione tecnica per diventare una vera questione di politica del diritto: “Il problema non riguarda più soltanto le compagnie o gli operatori, ma il rapporto tra legalità, mercato e costo collettivo sostenuto dai cittadini”.
Dal percorso civico al Parlamento
Il passaggio decisivo è arrivato con il convegno tenutosi presso il Senato il 18 dicembre 2025, momento in cui le criticità del sistema R.C. Auto sono state rappresentate in maniera organica. Da lì è nato il successivo approdo parlamentare con la Petizione n. 1649, presentata il 4 febbraio 2026 ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione e assegnata alla Commissione competente.
Per lo Studio Legale Associato Vizzino, questo non rappresenta un gesto simbolico, ma l’ingresso formale del tema nell’agenda legislativa: il punto in cui l’elaborazione tecnica può trasformarsi in riforma normativa.
Il nodo centrale: frodi e costi scaricati sui cittadini virtuosi
Il cuore della proposta è semplice: oggi il costo dell’illegalità viene redistribuito sugli assicurati onesti. Frodi, inefficienze investigative e lentezza dei procedimenti finiscono per tradursi in un aumento generalizzato dei premi, alterando il principio mutualistico alla base del sistema.
L’Avv. Emma Vizzino sottolinea come il problema non sia soltanto repressivo, ma anche economico: “Se il premio perde il legame con il rischio reale, il sistema diventa ingiusto. Chi rispetta le regole non può continuare a pagare il prezzo delle distorsioni prodotte da altri”.
Da qui la doppia direttrice della riforma: rafforzare la risposta penale contro le frodi e riequilibrare il sistema tariffario.
La riforma sul piano penale
Uno dei punti più innovativi riguarda la competenza territoriale nei reati di frode assicurativa. L’attuale orientamento, che spesso radica i procedimenti nel luogo in cui la compagnia riceve la richiesta di risarcimento, allontana il processo dal luogo reale del fatto.
Secondo l’Avv. Riccardo Vizzino, questa impostazione “indebolisce la capacità investigativa, frammenta i procedimenti e rende più difficile cogliere la serialità delle condotte fraudolente”.
La proposta punta quindi a riportare la competenza nel luogo dell’evento, così da rafforzare le indagini, velocizzare i tempi e rendere più efficace la funzione deterrente della pena. A questo si aggiungono aggravanti per le frodi organizzate, specializzazione degli uffici giudiziari, procedure accelerate nei casi con prova evidente e confisca obbligatoria dei proventi illeciti.
Particolare attenzione viene riservata anche al coinvolgimento di figure professionali – avvocati, consulenti, medici, periti – nei casi di frode seriale. In queste ipotesi, lo Studio Legale Associato Vizzino propone aggravanti specifiche e misure interdittive, anche disciplinari, per tutelare l’integrità delle professioni.
Premi più equi e proporzionati al rischio
Il secondo pilastro riguarda il versante tariffario. L’obiettivo è ristabilire il rapporto tra comportamento individuale e costo della copertura assicurativa.
Tra le proposte avanzate dagli avvocati firmatari figurano: adeguamento dei premi al rischio reale, superamento delle distorsioni territoriali, bonus per gli assicurati a bassa sinistrosità, sistemi premiali per gli anziani con buona storia assicurativa e modelli progressivi per favorire i neopatentati.
Per l’Avv. Emma Vizzino, il principio deve essere netto: “Legalità ed equità tariffaria devono procedere insieme. La mutualità non può trasformarsi in socializzazione delle frodi”.
La partecipazione civica come leva della riforma
Accanto al percorso parlamentare, il progetto si apre alla partecipazione diretta di cittadini e operatori del settore attraverso una raccolta firme e un canale dedicato per contributi e segnalazioni.
L’idea, spiegano l’Avv. Riccardo Vizzino e l’Avv. Emma Vizzino, è che una riforma destinata a incidere su un sistema fondato sulla fiducia non possa nascere senza il coinvolgimento di chi quei costi li sostiene ogni giorno.
Il messaggio finale dello Studio Legale Associato Vizzino è chiaro: senza un intervento strutturale, l’inefficienza pubblica e le condotte fraudolente continueranno a tradursi in aumenti generalizzati dei premi. Una riforma organica, invece, può ristabilire un principio essenziale: il rispetto delle regole non deve mai diventare un costo aggiuntivo per i cittadini virtuosi.