Sperando di mettere in imbarazzo le opposizioni, la (post) camerata Meloni, fedele alleata del genocidario Stato ebraico di Israele e, in particolare, del criminale Benjamin Netanyahu, ieri si è inventata di far votare in Parlamento una mozione di maggioranza per approvare il piano di pace su Gaza (quella truffa concordata a Washington dai due delinquenti che guidano Stati Uniti e Israele) presentata dal disastrato ministro degli Esteri Antonio Tajani, reduce dalle danze di Telese, cui AVS ha replicato così...

NICOLA FRATOIANNI (AVS)

Colleghe e colleghi, signori e signore del Governo, signor Ministro degli Affari esteri, è venuto oggi in Parlamento chiedendo a noi, uomini e donne dell'opposizione, un gesto di unità. Ha detto: è il momento in cui il Parlamento tutto deve unirsi in nome della pace. È uno sforzo apprezzabile il suo, tradito rapidamente dalle parole violente della Presidente del Consiglio, che ha ricominciato, come ormai è adusa fare, ad attaccare a mani basse le opposizioni, i cittadini e le cittadine di questo Paese, i sindacati, le organizzazioni della società civile, i movimenti, gli studenti, le studentesse, tutti coloro, cioè, che in questi mesi, nei due anni in cui si è sviluppato il primo genocidio in diretta televisiva, in diretta social, della storia dell'umanità, hanno cercato con dignità, con disciplina e con onore - per ciò che concerne chi ha avuto l'onere e l'onore di rivestire, in questi anni terribili, cariche pubbliche -, di disobbedire al silenzio, all'ignavia e al rischio di abituarsi di fronte all'orrore. Bene, signor Ministro, Giorgia Meloni ha rivelato molto rapidamente la natura strumentale del suo appello, natura strumentale, peraltro, segnalata anche dal modo con cui l'avete costruita.

Il collega Grimaldi, con un richiamo al Regolamento, ha voluto, credo, segnalare un punto politico. Di fronte ad un appello così ambizioso, non c'era forse bisogno di ricorrere a un mezzuccio parlamentare: due risoluzioni della maggioranza, una cosa che non si era mai vista, il tentativo di costruire - me lo faccia dire - un poco ingenuamente una trappola parlamentare per le opposizioni.

Allora, signor Ministro, glielo dico nel modo più chiaro che mi riesce: al suo appello noi di Alleanza Verdi e Sinistra rispondiamo “no”. Rispondiamo “no” per una ragione. Vede, il piano di Donald Trump non è un piano di pace. Lo dico in modo molto chiaro: tutto ciò che può avvicinare ad un cessate il fuoco, tutto ciò che può interrompere, anche solo per un momento, la carneficina, il genocidio, la strage infinita di uomini, donne e bambine, rinchiusi da due anni in una gigantesca prigione a cielo aperto in cui non c'è più niente che sia rimasto indietro, è benvenuto. Tutto ciò che può sostenere un negoziato, che arrivi ad un cessate il fuoco, è benvenuto.

Ma la pace è altra cosa. Non esiste pace in Palestina e in Israele senza il riconoscimento incondizionato dello Stato palestinese. Non esiste pace in Palestina e in Israele senza una parola chiara che dica che è arrivato il momento di porre fine all'illegale occupazione della Cisgiordania. Badi, signor Ministro, non solo parole chiare che dicano “no” ai nuovi insediamenti illegali e criminali; parole che con chiarezza dicano che deve finire l'occupazione, che già è in essere e che in questi anni, moltiplicandosi, ha mangiato pezzo a pezzo il presente e il futuro dello Stato palestinese, costruendo un insopportabile e inaccettabile regime di apartheid.

Il piano Trump, senza queste condizioni, si configura - me lo faccia dire - come un'operazione che rischia di determinare un quadro neocoloniale. L'espulsione e l'esclusione dei palestinesi, di tutte le componenti palestinesi, compresa l'Autorità nazionale palestinese, da ogni passaggio della trattativa che ha condotto alla redazione di quel piano è rivelatrice dell'impianto che sottostà a quel documento. Quel documento è il documento di chi pensa che debbano essere altri a decidere il futuro di un popolo intero, come per troppo tempo è stato fatto, come anche in questi due anni, troppo a lungo, le cancellerie internazionali ed europee, a partire dalla nostra, hanno fatto.

Allora, signora Presidente e signor Ministro, avremmo voluto da lei oggi sentire altre parole, quelle che in due anni non abbiamo mai potuto ascoltare. Lei, invece, è tornato a ripeterci la lista delle vostre buone azioni, che abbiamo, peraltro, sempre riconosciuto. Abbiamo sempre ritenuto molto importante, giusto e prezioso - e lo dico senza alcuna ironia - salvare la vita di un bambino, curarlo nei nostri ospedali, quelli che esistono, perché a Gaza non ce n'è più uno che sia rimasto in piedi, anche per il nostro immobilismo; consideriamo importantissimo che possano arrivare degli studenti palestinesi in questo Paese. A proposito, ci avrebbe fatto piacere che, oltre alla Ministra, che ha fatto bene a ringraziare, avesse ringraziato anche i protagonisti di questa iniziativa, la CRUI, la Conferenza dei rettori delle università italiane, ma lo ha dimenticato.

Consideriamo tutte queste cose estremamente importanti, signor Ministro, signora Ministra, ma tutto questo - mi dispiace - non esaurisce il vostro dovere, le vostre responsabilità. Questo è il vostro dovere, com'era vostro dovere chiedere, come avete fatto, alle autorità israeliane che non usassero la forza letale, che garantissero l'incolumità dei cittadini e delle cittadine sulla Sumud Flotilla. Dove avete abdicato al vostro dovere è nel non aver condannato un atto di pirateria internazionale, non aver condannato con parole chiare, come stanno facendo in questo momento la maggior parte dei Paesi del mondo, un atto di pirateria internazionale, perché ciò che Israele ha fatto in queste ore - che sta ancora continuando a fare - è l'ennesimo atto di pirateria internazionale, di terrorismo internazionale. Nelle acque internazionali abbordare una nave e rapirne l'equipaggio è un atto illegale. Vorremmo un Governo che avesse il buon gusto di dirlo con parole chiare, di comunicarlo alle autorità israeliane, perché questo non significa interrompere la possibilità di avere una relazione diplomatica, di agire magari per fare buone cose, come salvare la vita di un bambino: significa tenere la schiena dritta, significa dare valore al diritto internazionale.

Ma sa, signor Ministro, quando capita di ascoltare una persona, che ha un ruolo importante come il suo, ieri sera, in un'importante trasmissione televisiva, dire, rispondendo a una domanda: eh beh, in effetti no, è illegale farlo nelle acque internazionali, il diritto è importante, però fino a un certo punto, quando c'è una guerra. No, signor Ministro, è proprio qui che esplode la questione che abbiamo di fronte, la più grande delle questioni: o il diritto internazionale - in particolare quello edificato dopo la Seconda guerra mondiale, in nome di quel “mai più” che lei ha ribadito in quest'Aula - è il punto di riferimento da cui non si può in nessun caso prescindere, in particolare in uno scenario di guerra perché è in quello scenario che il diritto naufraga oppure salta tutto.

E questo, signor Ministro, è ciò che noi le rimproveriamo, che rimproveriamo al nostro Governo. Il nostro Governo è complice perché ha fatto del diritto internazionale uno strumento da utilizzare à la carte, un po' sì e un po' no. È diritto internazionale quando, insieme all'Europa, eroghiamo 19 pacchetti di sanzioni contro la Russia, che ha invaso un Paese sovrano, e giustamente sanzioniamo chi invade un Paese sovrano con una guerra criminale.

Ma il diritto internazionale scompare quando voi votate contro la proposta di mettere in campo almeno una sanzione nei confronti del criminale Benjamin Netanyahu, quando consentite al suo aereo di sorvolare il nostro Paese. Eh sì, perché Benjamin Netanyahu, quando deve andare alle Nazioni Unite, deve fare un bello slalom in Europa, perché la maggioranza dei Paesi non gli concede di passarci sopra. Sul nostro Paese si sente sicuro perché qui il diritto internazionale è uno strumento buono di giorno e cattivo di notte!

Voi avete demolito il diritto internazionale. Siete complici di quello che sta accadendo, ogni volta in cui vi opponete al riconoscimento dello Stato palestinese o lo condizionate ad improbabili condizioni che voi avete deciso, ancora una volta, sulla testa del popolo palestinese - ancora una volta sulla testa del popolo palestinese - mentre il riconoscimento di quello Stato sarebbe la precondizione politica e simbolica per aprire una nuova stagione.

Siete complici quando non stracciate il Memorandum di cooperazione militare perché altrimenti si interrompono le relazioni. Ci vuole anche un po' di fantasia.

Siete complici quando dite “no” all'interruzione dell'Accordo di associazione UE-Israele che, all'articolo 2, dice che va interrotto quando ci sono violazioni dei diritti umani.

Sì, siete complici ed è questo quello che continuiamo a rimproverarvi. Continueremo a farlo, non perché siamo strumentali, ma perché, signor Ministro, siamo amanti della verità, del diritto internazionale e delle regole. Perché senza le regole, ce n'è una sola in campo ed è la legge del più forte (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle). E se c'è solo la legge del più forte, non c'è più sicurezza per nessuno, soprattutto per i più deboli e i più fragili.


Questa è la conclusione dell'intervento di Elly Schlein (Partito Democratico)

... Speriamo - voglio essere chiara - che questo accordo si faccia al più presto, perché bisogna fermare i crimini di Netanyahu a Gaza e in Cisgiordania e dare sollievo immediato ai palestinesi, ma per noi il percorso di pace è indivisibile dal riconoscimento dello Stato palestinese. Noi chiediamo il pieno riconoscimento di uno Stato di Palestina, perché anche i palestinesi, come gli israeliani, hanno diritto a esistere e vivere in pace e in sicurezza in uno Stato che sia loro riconosciuto.

Come potete chiederci di votare una vostra risoluzione che ignora completamente questo punto o che, con una misera tattica parlamentare, prova a dividerlo? Guardate, per noi le due cose stanno insieme. Rispetto alla presa in giro di questi giorni, voglio anche sottolineare che lo Stato di Palestina o si riconosce o non si riconosce: non esiste il riconoscimento condizionato (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)! E riconoscere la Palestina vuol dire riconoscere l'ANP, non i terroristi di Hamas, a meno che Meloni non stia accusando il Regno Unito, la Francia e altri 150 Paesi di volere legittimare Hamas. Non scherziamo.

Anche sulle sanzioni, Ministro Tajani, non prendete in giro gli italiani. Lei, qui, ha detto che siete favorevoli a quelle individuali, perché sapete che, su queste, serve l'unanimità e sarà qualche altro Governo a bloccarle. Bisogna che ci diciate come voterete su tutte le altre sanzioni proposte dalla Commissione europea, su cui il vostro voto rischia di essere determinante per affossarle. Il nostro Paese ha sempre avuto una tradizione molto importante, diplomatica, di ponte nel Mediterraneo e col Medio Oriente: non potete piegare la politica estera di un grande Paese come l'Italia alle vostre amicizie politiche e ideologiche.

Giorgia Meloni, anche oggi, è andata all'estero ad attaccare le opposizioni e gli attivisti della Flotilla. A lei voglio dare un messaggio molto semplice: nelle pagine più buie della storia, non resterà scritto ciò che non avete fatto, pur avendone il potere, ma ciò che avete lasciato accadere. Con quale ipocrisia venite qui a fare finti appelli all'unità, mentre Meloni, con la clava, ci accusa di essere contro la pace? Dove si parla di pace noi ci siamo e ci siamo sempre stati. Voi, per parlare di pace, avete aspettato il permesso di Trump (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista)! Adesso, datevi da fare anche voi per ottenere quell'accordo di pace, voi che avete bloccato per mesi una posizione chiara dell'Europa, che non avete condannato con nettezza i suoi crimini e che, a differenza degli altri Paesi, non avete ancora riconosciuto la Palestina! Alla Flotilla (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, che si levano in piedi)...


E questa è stata la conclusione dell'intervento di Giuseppe Conte, Movimento 5 stelle:

... Pensate - pensiamo tutti -, se tutte queste pressioni e questi appelli, che avete rivolto pressantemente ai cittadini della Flotilla, li avessimo concentrati su Netanyahu.

Se avesse sentito che l'Italia, insieme agli Stati Uniti, uno degli ultimi baluardi a coprire le loro vergogne, si fosse discostata e avesse condannato, forse - chissà - la storia di questo genocidio avrebbe preso una piega diversa. È questo il problema morale con cui dovete convivere. Ma ci pensate? I post di Meloni rivolti contro i cittadini della Flotilla sono stati condivisi da esponenti di primo piano del Governo israeliano, responsabile di un genocidio. Ma vi volete svegliare? Ma quando capirete che ci state portando dalla parte sbagliata della storia? Guardate che qui non possiamo leggere con un clima da tifoserie quello che sta succedendo.

I libri di storia sono già pronti e saranno univoci. Siamo di fronte a un genocidio, che non pensavamo più di rivivere nel XXI secolo. Quei libri di storia saranno chiari, e non vi ponete il problema di quale sarà la descrizione della posizione del Governo italiano, che ci rappresenta? Non ve lo ponete il problema? E ancora, adesso, poco fa, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato. Ha parlato per condannare i disagi a cui ci stanno esponendo i manifestanti pacifici.

Ha parlato degli scioperi, e i cittadini noi siamo stati i primi a chiamarli in piazza, 100.000, il 5 aprile, e continueranno. Ma non si pone il problema di chi ha la responsabilità di queste manifestazioni, di questi scioperi? Non si pone il problema che forse nei libri di storia - guardiamola in prospettiva storica questa vicenda - questi cittadini, queste manifestazioni, gli attivisti di Flotilla ci salveranno l'onore? È per queste ragioni, Ministro Tajani, Governo, che il vostro appello all'unità suona ridicolo. Ma come potete appellarvi?

A quale unità vi appellate? Possiamo noi minimamente condividere il vostro operato? Possiamo condividere l'operato del Ministro Crosetto, ma tutto quello che avete fatto ci espone a una vergogna, ci espone tutti a una vergogna storica. E il piano di pace - concludo - lo abbiamo criticato. È evidente che ci sono dei punti che non vanno assolutamente bene. Riconoscimento della Palestina, chiaro, Cisgiordania, non c'è scritto nulla. Qui si sta costruendo, come diceva Pietro Ingrao, la solita storia: da una parte gli opulenti, sempre più ricchi e potenti, dall'altra invece gli affamati, sempre più affamati, esposti a una prospettiva di manodopera a basso costo rispetto agli speculatori finanziari che arriveranno…