Le principali novità per la Zes unica nella manovra di bilancio 2026
La Zona Economica Speciale Unica è un regime agevolativo che semplifica le procedure amministrative e offre incentivi fiscali alle imprese che investono nel Mezzogiorno. Dal 2024 ha sostituito le precedenti ZES regionali, creando un perimetro unico che comprende tutte le regioni del Sud Italia, l’Abruzzo e, dal 2025, anche Marche e Umbria.
Requisiti di ammissibilità
Per accedere al credito ZES Unica, le imprese devono:
- Effettuare investimenti in beni strumentali nuovi (impianti, macchinari, attrezzature).
- Localizzare gli investimenti in aree ammissibili secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.
Il 2026 conferma la proroga del credito d’imposta ZES, che potrà essere cumulato con: Iper ammortamento per beni strumentali nuovi, inclusi quelli 4.0 e green.
Altri incentivi regionali e nazionali, nel rispetto del limite del 100% del costo netto dell’investimento.
Quali novità per la Zes unica nel 2026?
La prima novità riguarda le imprese che hanno validamente presentato all'Agenzia delle Entrate la comunicazione integrativa tra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025 essenziale per accedere al credito d'imposta ZES Unica per gli investimenti 2025. Per tali soggetti, come detto, l'emendamento, proponendo l'inserimento del nuovo comma 10-bis all'art. 95 del DDL Bilancio 2026, prevede il riconoscimento di un ulteriore percentuale del credito d'imposta richiesto ma non fruibile per via dell'esaurimento delle risorse statali inizialmente allocate. In particolare, la misura di questo incremento è fissata al 14,6189% dell'ammontare del credito già richiesto.
Le imprese dovranno presentano, dal 15 aprile 2026 al 15 maggio 2026, esclusivamente in via telematica, una nuova comunicazione all'Agenzia delle entrate, nella quale dichiarano, ai sensi del DPR 445/2000, di non aver ottenuto il riconoscimento del credito d'imposta di cui al richiamato art. 38 DL 19/2024.
Entro il 16 febbraio 2026 sarà emanato uno specifico provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate in cui verranno definiti gli elementi informativi da indicare in questa nuova comunicazione e le modalità di trasmissione. La somma del credito d'imposta riconosciuto ai sensi del nuovo comma 10-bis, sommato al credito già ottenuto, non può superare evidentemente quello emergente dalla dichiarazione integrativa inviata entro il 2 dicembre 2025.
Il contributo di cui al comma 10-bis è utilizzabile nell'anno 2026 a partire dal 26 maggio 2026 e sino al 31 dicembre 2026, come sempre esclusivamente in compensazione in F24, attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell'operazione di versamento (non trovano i limiti di euro 250.000 annuali per compensazione d'imposta agevolativi riportati nel quadro RU).
Un punto fondamentale chiarito dal testo è l'incompatibilità con altre misure di favore. Il credito d'imposta supplementare spetta solo a condizione che, per gli stessi investimenti oggetto della comunicazione, non sia stato riconosciuto il credito d'imposta relativo al piano Transizione 5.0. Il legislatore vuole evitare fenomeni di "over-compensation" (sovracompensazione), obbligando le imprese a scegliere il binario agevolativo più conveniente.
Come anticipato, l'emendamento non trascura il settore primario, intervenendo sull'articolo 96 del DDL Bilancio. Qui la tecnica legislativa si fa più complessa, andando a rideterminare le percentuali di fruizione che erano state precedentemente fissate con il Provv. AE 12 dicembre 2025 n. 570047.
Le nuove aliquote di riparto per il settore agricolo sono così distribuite:
- 58,7839% per le Piccole e Medie Imprese (PMI);
- 58,6102% per le Grandi Imprese.
Queste cifre sostituiscono le precedenti (rispettivamente 15,2538% e 18,4805%), segnando un netto cambio di passo . A differenza del credito d'imposta ZES Unica generale, per il settore agricolo non è richiesta una nuova istanza per ottenere l'applicazione delle nuove percentuali, semplificando notevolmente l'iter per le aziende del comparto.
Ancora più rilevante è la proroga dell'agevolazione. L'emendamento estende la validità degli incentivi per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio fino al 15 novembre 2026. Questa estensione temporale permette una pianificazione a lungo termine per le aziende agricole, che spesso devono fare i conti con cicli stagionali e tempi di installazione dei macchinari piuttosto lunghi. Il governo ha inoltre annunciato che verranno fissati a breve anche i termini per la presentazione delle relative comunicazioni per questa nuova finestra temporale.