Carenze croniche, turni scoperti e medici allo stremo. È questa la realtà che emerge dall’ultima indagine nazionale della Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (SIMEU), che ha analizzato 153 strutture italiane corrispondenti a oltre 7 milioni di accessi, circa il 37% del totale nazionale.
Un Buco Nero negli Organici
Nei Pronto Soccorso italiani mancano almeno 3.500 medici, pari al 38% del fabbisogno complessivo. E il dato è persino ottimistico. In concreto:
- Il 17% dei turni è completamente scoperto.
- 550 medici sono assenti senza alcuna forma di sostituzione.
- Solo il 62% dei posti è coperto da medici dipendenti del SSN.
La situazione si fa ancora più grave nelle realtà periferiche e al Sud: nei PS minori la carenza tocca il 55%, mentre nel Mezzogiorno la media è oltre il 42%, rispetto al 36% del Nord. I DEA di I livello sono i più colpiti, con un buco del 43%. E senza un intervento strutturale, il rischio concreto è il collasso dell’intero sistema.
Soluzioni Tampone: Cooperative, Libero Professionisti e Specializzandi
Nel tentativo di tenere in piedi la baracca, si ricorre a qualsiasi toppa disponibile:
- Cooperative: presenti nel 32% delle strutture, coprono il 18% delle carenze.
- Libero-professionisti: 16%, ma ogni contratto vale in media il 40% del lavoro di un medico SSN. Servono 2-3 medici a contratto per sostituirne uno strutturato.
- Prestazioni aggiuntive di medici SSN: 15%.
- Specializzandi in libera professione: 8%.
Solo il 57% delle carenze viene coperto con soluzioni contrattuali. Il restante 43% resta scoperto o affidato a personale interno già sotto pressione. Il 17% dei turni viene tamponato con straordinari fuori contratto o semplicemente lasciato vuoto, con un impatto devastante su operatori e pazienti.
Specializzandi in Prima Linea, Formazione in Affanno
Nel campione analizzato, solo il 20% dei dirigenti medici è specialista in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Il 12% del personale è composto da specializzandi assunti con contratti a tempo pieno. Un’anomalia che mostra come l’attuale modello di formazione post-laurea non regga più: gli specializzandi vengono utilizzati come forza lavoro stabile, senza che il sistema si sia adeguato a questo cambiamento di fatto.
Il Problema delle Cooperative e la Bomba a Orologeria dei Contratti in Scadenza
I contratti con le Cooperative, già limitati per legge, sono prossimi alla scadenza:
- Il 42% scadrà entro 3 mesi.
- Il 26% entro 6 mesi.
- Il 32% entro 12 mesi.
Senza un piano immediato per sostituirle, molte strutture rischiano il blackout. Sicilia e Toscana sono le uniche regioni a non farne uso.
Una Rete a Macchia di Leopardo e un Sistema Inefficiente
La fotografia scattata da SIMEU è chiara: il sistema è disomogeneo, fragile, pieno di falle. Le figure professionali sono troppe e troppo frammentate, rendendo quasi impossibile la gestione unitaria dei PS. La qualità dell’assistenza cambia da turno a turno, da struttura a struttura.
Mario Guarino, vicepresidente SIMEU, lo dice senza mezzi termini: “In queste condizioni non possiamo garantirci una rete di emergenza-urgenza coerente, né per i professionisti né per i cittadini.”
Una Riforma o il Tracollo
Il Pronto Soccorso italiano è diventato un campo di battaglia: pochi medici, sempre più stanchi, tengono in piedi un sistema che si poggia su rattoppi e compromessi. Serve una riforma strutturale, vera, urgente, perché il tempo è finito. E a pagare il conto, ancora una volta, saranno medici e pazienti.


