Cultura e Spettacolo

Sulla sordità (poesia di Alessandro Lugli)

Il mondo non tace, cambia soltanto respiro.
Non è un vuoto che preme, ma un confine che danza,
dove il suono si fa carne, vibrazione e sussulto,
e il silenzio è una stanza dai colori più vivi.
Guardo le mani: disegnano archi nell’aria,
parlano lingue di vento e di dita intrecciate,
scolpiscono storie che l’orecchio non coglie,
ma che l’occhio beve come acqua di fonte.
C’è un battito sordo nel petto della terra,
una musica bassa che risale dai piedi,
un ritmo che scrive la sua traccia nel corpo
e trasforma l'assenza in un nuovo sentire.
Non cercarmi nel grido, cercami nello sguardo,
nella luce che vibra su un volto che ride,
perché la voce ha radici che non sono nel suono,
ma nel modo in cui il cuore decide di ascoltare.

Autore Alessandro Lugli
Categoria Cultura e Spettacolo
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