Si potrà pensare tutto e il contrario di tutto del ministro del made in Italy, Adolfo Urso, ma certo se si ha un briciolo di onestà occorre riconoscergli una grande perseveranza nel cercare e trovare una soluzione a crisi aziendali che sembrano volgere al peggio. Ieri ennesimo episodio, con accordo raggiunto tra sindacati ed impresa coinvolta, la Cooper standard di Salerno. A Roma, al ministero delle Imprese e del made in Italy, si è tenuto, infatti, nel pomeriggio di ieri, l’incontro di crisi sulla Cooper Standard di Battipaglia, in provincia di Salerno.
I lavoratori, in sciopero a oltranza da oltre venti giorni, hanno seguito l’esito del tavolo che ha portato a un’intesa considerata decisiva per il futuro del sito. Lo stabilimento di Battipaglia produce componenti in gomma per il settore automotive e rappresenta da decenni uno dei presidi industriali più significativi della Piana del Sele. Negli ultimi mesi la proprietà aveva annunciato la volontà di chiudere il sito, aprendo una vertenza complessa con oltre 370 lavoratrici e lavoratori coinvolti e con forti ricadute sul tessuto economico locale. Le proteste e lo sciopero a oltranza avevano acceso l’attenzione del territorio e delle istituzioni.
“Abbiamo ottenuto un accordo quadro – rivelano le segreterie nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – che dovrebbe scongiurare la paventata chiusura dello stabilimento in cui sono impiegati oltre 370 lavoratrici e lavoratori”. L’intesa prevede che l’azienda si attivi per individuare, attraverso un advisor, soggetti industriali interessati a garantire la continuità produttiva e occupazionale. In caso di cessione del sito, i rapporti di lavoro saranno tutelati e trasferiti alla nuova proprietà.
“L’accordo di oggi rappresenta l’inizio di un percorso per il rilancio industriale e occupazionale del sito di Battipaglia. Il Mimit anche in questo caso sarà al fianco dei lavoratori per la migliore soluzione occupazione e industriale possibile”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso.
In questo modo è stata scongiurata ogni possibile iniziativa unilaterale da parte dell’azienda. All’incontro - cui hanno preso parte i vertici aziendali, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali nazionali e di categoria, e le istituzioni locali - è stato inoltre condiviso l’impegno ad avviare un percorso di verifica finalizzato al rilancio industriale dello stabilimento, con un orizzonte temporale di dodici mesi.
Nel corso di questo periodo saranno monitorati trimestralmente gli sviluppi e valutate tutte le soluzioni utili a garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito anche tramite la ricerca di un potenziale partner industriale.

