*_©Angelo Antonio Messina
Dal 20 settembre 2025 all’11 gennaio 2026, Palazzo Reale a Milano si trasformerà in un tempio della creatività e dell’immaginazione grazie alla prima retrospettiva monografica italiana dedicata a Leonora Carrington, una delle figure più affascinanti e straordinarie del Surrealismo. Curata da Tere Arcq e Carlos Martín, questa mostra promette di portare il pubblico in un viaggio attraverso l’universo poetico e simbolico dell’artista anglo-messicana, presentando oltre sessanta opere, tra dipinti, disegni e materiali inediti che parlano di femminismo, ecologia e resilienza.
Leonora Carrington (1917-2011) non è solo un’artista, ma un simbolo di ribellione e liberazione in un'epoca segnata da rigide convenzioni sociali e artistica. Cresciuta in una famiglia conservatrice nell’Inghilterra degli anni Venti, Carrington scelse un cammino di resistenza contro le aspettative di genere e la repressione culturale. La sua arte è una riflessione profonda su temi universali che, ancora oggi, risultano incredibilmente attuali e urgenti. La retrospettiva di Milano rappresenta non solo un tributo alla sua carriera artistica, ma anche una rivisitazione del suo impatto culturale e sociale.
La mostra è articolata in diverse sezioni tematiche, ognuna delle quali esplora un aspetto cruciale della vita e dell’opera di Carrington. “Il Grand Tour di Leonora” si concentra sui suoi esordi, esplorando gli anni di formazione che hanno dato vita alla sua vocazione artistica ribelle. Questo segmento offre la possibilità di comprendere le influenze formative che l’hanno guidata, dal contatto con l’avanguardia europea ai legami personali con altre figure emblematiche del movimento surrealista, come Max Ernst.
Segue “La Mariée du Vent”, un omaggio al periodo parigino di Carrington, dove la sua arte ha iniziato a prendere forma in modo audace e innovativo. Qui, il suo lavoro si riempie di simbolismi e riferimenti che sfidano le convenzioni dell’arte tradizionale, creando un linguaggio visivo potente e evocativo. Le opere di questo periodo pongono interrogativi sull’identità, il desiderio e il potere, anticipando le discussioni contemporanee sul femminismo e sull’autodeterminazione.
Un ulteriore capitolo significativo è “Spaesamento e Bilocazione”, che affronta il tema dell’esilio e della rinascita creativa in Messico. Dopo essersi trasferita in questa terra ricca di storia e cultura, Carrington trovò un nuovo senso di appartenenza e ispirazione. Qui, la sua opera si arricchisce di elementi locali, trasformando la natura in un palcoscenico di meraviglie e magia. L’influenza della mitologia mesoamericana e dei suoi simboli si fa sentire con forza, creando una fusione unica tra il personale e l'universale.
Infine, “La Cucina Alchemica” è una sezione che celebra la dimensione quotidiana dell’arte. Carrington era consapevole della potenza trasformativa degli atti quotidiani, e in questa parte della mostra il pubblico apprezzerà come la vita domestica possa diventare uno spazio di creazione e metamorfosi. Le sue opere invitano a riflettere su come la banalità possa essere elevata alla categoria dell’arte, contribuendo a una discussione più ampia sulla bellezza e sul potere dell’immaginazione nel contesto cotidiano.
Oltre alle opere visive, l’esposizione presenta materiali fotografici, scritti e testimonianze che offrono una panoramica intima della sua vita e del suo pensiero. Questi documenti rivelano il lato meno conosciuto dell’artista, mettendo in luce il suo impegno politico e sociale e il suo ruolo di pioniera nella lotta per i diritti delle donne e l’ecologia. Il suo lavoro è intriso di consapevolezza ecologica, ben prima che il termine diventasse parte del lessico comune. Carrington ha utilizzato la sua arte come strumento per mettere in discussione e sconvolgere le narrazioni dominanti, creando un ponte tra il suo mondo interno e quello esterno.
Le opere esposte a Milano non sono solo da ammirare; sono inviti a immergersi in un universo fantastico, dove creature ibride, visioni oniriche e scenari incantati raccontano storie di trasformazione e resistenza. Carrington riesce a fondere la dimensione estetica con quella etica, facendo della sua arte un atto politico, un manifesto per il cambiamento e una chiamata all’azione.
La retrospettiva di Leonora Carrington a Palazzo Reale è parte delle “Olimpiadi Culturali Milano Cortina 2026”, un’iniziativa che sottolinea l’importanza della cultura come strumento di inclusione e dialogo. In questo contesto, l’opera di Carrington assume un significato ancora più rilevante, poiché invita il pubblico a riflettere sulle questioni contemporanee di equità, sostenibilità e identità.
La mostra di Leonora Carrington non è soltanto un viaggio attraverso la sua creatività, ma anche un’occasione per esplorare temi fondamentali che trascendono il tempo e lo spazio. Essa rappresenta un invito a immaginare un futuro diverso, una celebrazione della potenza visionaria e della resilienza dell’artista, che, attraverso la sua opera, continua a ispirare generazioni di artisti, pensatori e attivisti. In un mondo che ha bisogno di speranza e innovazione, Carrington ci ricorda che la vera arte è quella che parla al cuore delle persone, trasformando la realtà e aprendo a nuove possibilità.
*_©Angelo Antonio Messina

