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AVS segnala Meloni alla CPI. La premier: "Vergognosa strumentalizzazione"

"Leggo che alcuni esponenti della sinistra – come Bonelli, Fratoianni e compagnia – vorrebbero segnalare il Governo italiano alla Corte Penale Internazionale.Gli stessi che, giusto qualche tempo fa, chiedevano a Bruxelles di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia. Ora puntano addirittura a un processo internazionale, tirando in ballo il dramma umanitario a Gaza in modo del tutto strumentale, come se perfino questo fosse colpa nostra.Tre cose sono ormai chiare a tutti: la prima è che, non riuscendo a batterci in patria, la sinistra cerca sempre il soccorso esterno. La seconda è che dell’immagine dell’Italia e della sua reputazione nel mondo, a loro, non importa assolutamente nulla.La terza è che ormai hanno un’unica strategia e speranza: provare a liberarsi degli avversari per via giudiziaria, perché alla via democratica hanno rinunciato da un pezzo.Non riusciranno".

Così ha reagito la premier Meloni a quanto annunciato nella conferenza stampa di ieri da parte di Fratoianni e Bonelli. Una reazione che dimostra un non poco nervosismo, visto che le affermazioni dei due leader di AVS sono tutt'altro che infondate.

"Meloni e il governo italiano - hanno ricordato Fratoianni e Bonelli - sono complici di Netanyahu e del genocidio a Gaza. Lo abbiamo detto in ogni modo e con tutta la nostra forza, decine di volte in Parlamento, nelle iniziative in tutta Italia e nelle piazze.Oggi abbiamo deciso di fare un passo in più.Abbiamo segnalato alla Corte Penale Internazionale il governo italiano per complicità nel genocidio palestinese, grazie agli elementi che abbiamo raccolto in questi mesi, con l’aiuto dell'avvocato Triestino Mariniello.Perché di fronte al diritto internazionale anche chi supporta chi commette un genocidio è perseguibile dalla Corte dell'Aja. Meloni non vuole ascoltare il grido del popolo italiano che da mesi le chiede di condannare Netanyahu e fare di tutto per fermare l'orrore che si sta consumando in Palestina?Se ne prenda la responsabilità, di fronte al Paese, alla giustizia e alla storia".

Autore Ugo Longhi
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