Salvini ha voluto far saper che sua figlia non è meno vittima della figlia di Meloni
"Questo non è scontro politico. Non è nemmeno rabbia. È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore. Ed è contro questo clima violento che la politica, tutta, dovrebbe sapersi unire. Perché esistono confini che non devono essere superati mai. E difenderli è una responsabilità che va oltre ogni appartenenza".
Questo è quanto ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a seguito di un post social messo in linea da una persona qualunque, di professione insegnante, che sabato - non è chiaro come - è diventato la notizia di giornata.
Che cosa vi era scritto? "Auguro alla figlia della Meloni la sorte della ragazza di Afragola".
Il responsabile del post, già identificato e già minacciato delle peggiori conseguenze possibili e immaginabili dal ministro da cui dipende, quello dell'Istruzione e del Merito, si è scusato riconoscendo di aver esagerato. Per esprimere il proprio sdegno per le indecenti, oltre che liberticide e fascistoidi, politiche dell'attuale governo, quella persona ha voluto esprimere il proprio sdegno nei confronti di Meloni, finendo per sbracare, utilizzando delle parole fuori luogo e assolutamente sbagliate.
Succede? Quasi tutti i giorni ai politici e specialmente a quelli dell'attuale maggioranza e, in particolar modo, a quelli che occupano incarichi di governo. Fanno dichiarazioni social sbagliate, assurde e persino fuori luogo... accade continuamente, ma in quel caso i propagandisti - iscritti all'ordine dei giornalisti - pagati da Angelucci per far tramutare in oro il piombo prodotto da Meloni e dalla sua corte di miracolati non se ne accorgono e non ne fanno cenno.
Naturalmente, è tutt'altra musica se le dichiarazioni fuori luogo vengono dal campo avverso.
Ma non bisogna neppur dimenticare la reazione del politico indignato che si erge a martire e dispensatore di moralità e buona condotta, parlando di "confini che non devono essere superati", quando quello stesso politico li ha superati, più volte, e da tempo.
Lo dimostra la stessa Meloni nella sua dichiarazione, riportata in alto. È la stessa Meloni che pochi giorni fa, in Parlamento, si è rifiutata di condannare lo sterminio di migliaia di bambini palestinesi - in quel caso assassinati realmente - dal genocidario Stato ebraico governato da un branco di criminali che non hanno nulla da invidiare ai nazifascisti che più di 80 anni fa sterminavano gli ebrei.
E in base a ciò, Giorgia Meloni è meno condannabile dell'insegnante che ha augurato la morte a sua figlia? Ma in quel caso i propagandisti pagati da Angelucci e quelli pagati dalla famiglia Berlusconi, che finanzia il partito Forza Fininvest (alias Forza Italia), non se ne sono accorti.
Già qui potremmo chiuderla, ma dato che si sta parlando del governo Meloni e di una accozzaglia di saltafossi che sgomitano per farsi notare dai loro elettori non per ciò che fanno, ma per ciò che dicono, ecco che non possiamo mancare di aggiungere il tocco grottesco che ha caratterizzato anche questa vicenda.
È di oggi il post del vicepremier Salvini che non voleva essere da meno di Meloni...
Ogni commento è inutile.