"Esprimo la mia più netta contrarietà alla decisione del Governo di impugnare la legge regionale della Toscana sul salario minimo. Si tratta di una norma di civiltà, pensata per garantire dignità e tutele a chi lavora, premiando negli appalti pubblici le aziende che riconoscono almeno 9 euro lordi all’ora ai propri dipendenti.
Come Regione Toscana ci costituiremo in giudizio davanti alla Corte Costituzionale per difendere con determinazione questa legge e il principio che la ispira: il lavoro deve essere giusto, sicuro e retribuito in modo equo. La Toscana continuerà a battersi per il rispetto della dignità delle persone e per un modello di sviluppo fondato sul lavoro di qualità".

Questo è quanto ha dichiarato il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, questa sera, dopo che nel Consiglio dei ministri odierno il ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha deliberato di impugnare "la legge della Regione Toscana n. 30 del 18/06/2025, recante "Disposizioni in materia di tutela dei lavoratori nei contratti pubblici di appalto di competenza regionale. Modifiche alla l.r. 18/2019", in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di tutela della concorrenza, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione".

La segretaria dem, che si è spesa insieme agli altri rappresentanti delle opposizioni per istituire su tutto il territorio italiano il salario minimo, la decisione del governo  è scandalosa: "Le famiglie italiane non riescono ad arrivare alla fine del mese per gli stipendi bassi e il governo Meloni impugna la legge regionale toscana sul salario minimo"...